Immobiliare: il mercato vede la luce in fondo al tunnel. Ma la Lomellina paga la carenza di infrastrutture
Il mattone si… muove. Il mercato immobiliare in provincia fa registrare un live incremento, almeno all’ultimo biennio. Prezzi contenuti e poco nuovo: questa, in estrema sintesi, la fotografia del mercato immobiliare. A scattarla è Davide Bisi, di Fimaa Pavia e vicepresidente di Fimaa nazionale. “Sotto una determinata soglia non si può vendere, per questo motivo il nuovo soffre. – chiarisce il vicepresidente nazionale della Federazione italiana mediatori agenti d’affari – Per questo motivo assistiamo ad una rivalutazione dell’usato: immobili magari non performanti dal punto di vista energetico, ma sicuramente immediatamente abitabili. A livello provinciale c’è una certa richiesta per un target medio-basso di immobili in una zona come quella di Mortara e della Lomellina. Pavia, invece, ha logiche diverse, anche se non c’è stata quella calata di milanesi che negli anni qualcuno si aspettava. Lo stesso ragionamento vale anche per Vigevano”.
Insomma, Milano è inaccessibile. E il nuovo soffre anche se in “campagna”. I conti della serva sono presto fatti: ai costi di un’area edificabile bisogna aggiungere quelli della progettazione e poi della costruzione. Il totale? Un costo che va dai 2.500 ai 2.800 euro a metro quadrato. Non proprio il massimo per chi pensa di comprare casa in Lomellina. L’impennata dei prezzi fa i conti con quanto si è verificato negli ultimi anni: inutile nascondere il fatto che il “bonus 110” ha drogato il mercato. Oggi il materiale edile costa meno rispetto a due anni fa, ma non è ancora ritornato ai livelli ante “110%”. E allora, lasciando perdere il nuovo, è più facile orientarsi verso una riqualificazione su strutture decorose senza investimenti straordinari.
Ma ci sono segnali di miglioramento oltre a quei quattro o cinque punti percentuali di incremento legati alle vendite dell’usato?
“Se si faranno infrastrutture adeguate, la situazione potrebbe anche migliorare. – precisa Davide Bisi – Ci sono elementi estrogeni che influenzano il mercato e sono sostanzialmente due: il primo è appunto quello legato alla presenza di infrastrutture, mentre il secondo è legato al commercio e ai negozi di vicinato. I negozi illuminano le nostre strade, creano movimento e contribuiscono a far percepire un maggiore senso di sicurezza. Oggi beneficiano quei centri che hanno un distretto del commercio vive e quanti negli anni hanno magari costruito meno… ma meglio”.
Serve dunque un meccanismo virtuoso fatto di infrastrutture, commercio e case. Inutile dire che la Lomellina paga proprio la carenza di infrastrutture: le reti ferroviarie sono l’incubo quotidiano dei pendolari e la rete stradale è soffocata dalla presenza del traffico pesante. L’autostrada resta un concetto, un auspicio, una promessa, dai primi anni Sessanta fino ad oggi. Una promessa puntualmente disattesa. Senza infrastrutture adeguate un territorio non sarà mai attrattivo per l’impresa, senza impresa non decolla il mercato del lavoro e il mercato immobiliare soffre, Si paralizza.
Ma c’è una luce in fondo al tunnel? “Non sono pessimista, il mercato è buono. – chiarisce Bisi – E la luce in fondo al tunnel… c’è! Se prima era il treno che stava viaggiando verso di noi, oggi è una vera e propria luce. Il mondo viaggia a una velocità diversa rispetto all’economia reale, bisogna adeguarsi”.
Agente immobiliare: come cambia il mestiere... e poi c’è la formazione
Cambiano i tempi, cambia il modo di interpretare il lavoro. Anche quello dell’agente immobiliare. “Una volata aprivamo noi le porte, – ricorda Davide Bisi, Fimaa Pavia – oggi non è più così semplice. Per poter vendere un immobile c’è un lungo lavoro che parte da una corretta perizia, una fotografia realistica dell’immobile, poi bisogna realizzare tutta quella complessa attività per poter arrivare davanti al notaio per concludere la compravendita. Il lavoro cambia in continuazione: dobbiamo garantire che quello che stiamo vendendo è veramente vendibile, indipendentemente dai vizi occulti”.
Il segreto, poi, è semplicissimo: far coincidere gli interessi di chi vuol spendere poco e di chi vuole guadagnare tanto. Forse più facile a dirsi che a farsi.
Per questo c’è una formazione continua promossa proprio da Fimaa. “L’esperienza è importante, – commenta Davide Bisi – ma l’aggiornamento è fondamentale. La nostra abilitazione ha la sua importanza, ma serve un aggiornamento continuo: per questo promuoviamo momenti formativi a cadenza mensile. Anche l’agenzia deve diventare impresa”. Domani, giovedì 16 aprile, ci sarà una giornata formativa Fimaa Pavia presso la sede di Ascom Pavia dal titolo “Intelligenza artificiale per agenti immobiliari”. Iscrizione gratuita presso Ascom: