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L’appuntamento con l’allegria è per sabato 31 ottobre, alle 21, al teatro Angelicum, dove la compagnia The Grup porterà in scena la commedia “Che bèlà cumbriculà!”. Una serata pensata per far ridere il pubblico, ma con una ragione in più per esserci. Infatti  l’intero ricavato dei biglietti, al costo di 10 euro, sarà devoluto all’associazione 3A, realtà mortarese impegnata quotidianamente nell’assistenza e nel sostegno agli anziani. Una scelta che ha un significato particolare proprio per il legame che univa Teresio Papetti, tra i fondatori della compagnia dialettale, all’associazione. Il Terry, infatti, aveva dedicato parte del proprio tempo libero al volontariato, mettendosi a disposizione di chi aveva bisogno. Ricordarlo attraverso una serata di teatro e, allo stesso tempo, sostenere una realtà alla quale era affezionato è il modo scelto dai suoi compagni di tante avventure per mantenere vivo il suo spirito. Sul palco saliranno gli attori della compagnia, un gruppo di amici che da anni condivide la passione per il teatro dialettale e il piacere di ritrovarsi. Gli eterni giovani scapestrati del «nodo» si incontrano ogni giovedì sera, dopo cena, nei locali dell’ex pretura di piazza Guida. Lì provano le battute, ripassano le scene e lavorano allo spettacolo. Ma la formula magica perfetta non può funzionare senza l’ingrediente fondamentale della grande amicizia che lega tutti i membri del nodo. Ed è proprio questa familiarità a dare al teatro dialettale una dimensione speciale. Le storie raccontate sono spesso vicine alla vita di tutti i giorni, i personaggi parlano la lingua della quotidianità e le situazioni comiche diventano un’occasione per riconoscersi e sorridere insieme. La vera “realtà aumentata” di cui si parla tanto oggigiorno in relazione all’intelligenza artificiale, esisteva già grazie al teatro.  La commedia scritta ed interpretata dai “ragazzacci” di  The Grup porterà in scena equivoci, battibecchi e situazioni paradossali. Giovanni Moda interpreta Filiberto, Maria Grazia Romani veste i panni di Nunzia, Maurizio Floris è Don Bairo, poi Luisella Boccca è il Bernarda e Carlo Vandone è Eros. Presenta Edoardo Anfossi. Per gli spettatori sarà l’occasione di trascorrere una serata leggera, sapendo che il contributo versato si trasformerà in un aiuto concreto per l’attività della 3A. A tenere viva l’esperienza della compagnia c’è anche Giovanni Moda, tra i fondatori del gruppo e da tempo impegnato nella preparazione degli spettacoli. Con Teresio Papetti ha condiviso vent’anni di teatro. La scomparsa del Terry ha lasciato un vuoto, ma anche un’eredità fatta di voglia proseguire sulla strada del sorriso. Non mancano, però, le difficoltà. Servirebbe un ricambio generazionale. Nuovi attori, nuove energie e soprattutto persone disposte a impegnarsi con continuità. Il gruppo si è assottigliato nel corso degli anni. 
“Sarebbe bello che anche i giovani si avvicinassero al mondo del teatro dialettale – - afferma Giovanni Moda -. Le nostre porte sono sempre aperte. Chi volesse avvicinarsi può venire all’ex pretura di piazza Guida. Saremmo molto felici di accoglierlo”.