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MORTARA - Momenti di tensione venerdì sera, davanti a palazzo Cambieri, all’incrocio con via Vittorio Veneto. Una semplice richiesta di documenti avanzata dagli agenti della Polizia locale è poi sfociata in una denuncia. Tutto è successo sotto lo sguardo, per così dire, del busto dedicato al colonnello Romero. Ed è lì che gli agenti della La Polizia locale sono dovuti intervenire dopo aver notato, ma soprattutto sentito, un gruppo di persone particolarmente esuberanti. Quello provocato dal gruppo di astanti era molto più che un vociare. Il chiasso era ad “alto contenuto di decibel” e risultava molesto. A quel punto gli uomini in divisa hanno invitato i soggetti a mantenere la calma. Una richiesta posta in modo conciliante. Durante il colloquio, però, uno degli uomini, con atteggiamenti da leader del gruppo, si sarebbe rivolto agli agenti con modi offensivi, arrivando poi a sottrarsi alla richiesta di identificazione. Per lui è scattata la denuncia per il rifiuto di fornire le proprie generalità. L’uomo, di origine africana, è stato accompagnato al comando della Polizia locale, dove è stato infine identificato. Gli agenti avrebbero voluto semplicemente riportare la calma, ma il confronto si è complicato quando l’individuo con atteggiamenti da «capobranco» ha continuato a rivolgersi nei confronti degli agenti in modo offensivo. «Fregandosene» della divisa e delle regole sancite dalla legge. Infatti la richiesta delle generalità non è una formalità che si possa ignorare. Come ricordano gli agenti, chi viene legittimamente identificato è tenuto a fornire i propri dati. Il rifiuto può comportare conseguenze penali e, in questo caso, ha portato alla denuncia per il rifiuto di fornire le proprie generalità ad un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni.  

l.d.