Login / Abbonati

MORTARA - “Ha senso il dialetto se il popolo non c’è più?”. Prende le mosse da questo interrogativo  l’incontro promosso da Patto per il Nord Lomellina in programma per giovedì prossimo, 29 ottobre, a palazzo Cambieri. Tra u relatori Francesco Ratti e Marco Miconi che saranno promotori di una riflessione su come trasmettere il patrimonio dialettale alle nuove generazioni. Francesco Ratti, medico ed ex sindaco di Gravellona Lomellina, e Marco Miconi, architetto e cultore delle tradizioni locali sono accomunati dall’interesse per la cultura del territorio e per le forme attraverso cui la memoria passa da una generazione all’altra. Francesco Ratti affronterà il tema “Carlo Porta e la lingua del popolo”, richiamando la tradizione letteraria dialettale. Marco  Miconi proporrà invece “I cunt d’la stala”, un viaggio nei racconti popolari e nella memoria della vita contadina. Al centro ci saranno quelle storie che un tempo si tramandavano soprattutto a voce, nelle famiglie e nei luoghi di ritrovo, e che oggi rischiano di non trovare più chi le raccolga e le faccia conoscere. Per Andrea Olivelli, esponente di Patto per il Nord ed ex assessore ai Lavori pubblici di Mortara, la tutela del dialetto deve andare oltre le occasioni celebrative. “Difendere l’autonomia dei territori significa anche dare alle comunità gli strumenti per custodire la propria cultura – sottolinea -. Serve un impegno continuativo da parte di Comuni e Regione. È necessario sostenere la conoscenza della lingua locale attraverso biblioteche, associazioni e studiosi, raccogliendo testimonianze e rendendo più accessibili i testi dialettali. Non iniziative isolate, ma progetti capaci di coinvolgere anche chi non ha imparato il dialetto in famiglia. Valorizzare l’identità della Lomellina non significa chiudersi”. L’obiettivo, nelle intenzioni degli organizzatori, è permettere a chi vive sul territorio di conoscerne la storia e di sentirsi parte di una cultura che non appartiene soltanto alle generazioni più anziane.

  l.d.