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MORTARA - Una settimana difficile, culminata in una nuova giornata di passione per migliaia di pendolari. Sulla linea ferroviaria Alessandria-Mortara-Milano, tra lunedì 12 e lunedì 19 ottobre, si sono susseguiti guasti, soppressioni, ritardi pesanti e situazioni di sovraffollamento che hanno messo a dura prova la pazienza di chi ogni giorno utilizza il treno per raggiungere il posto di lavoro o di studio. Una sequenza di disservizi che ha riacceso la rabbia e la rassegnazione dei viaggiatori, costretti ancora una volta a fare i conti con un servizio che, soprattutto nelle ore di punta, dovrebbe garantire puntualità, sicurezza e condizioni di viaggio dignitose. A ricostruire quanto accaduto è l’associazione MiMoAl, da tempo impegnata a rappresentare le esigenze dei pendolari e a sollecitare interventi per migliorare la qualità del trasporto ferroviario. La prima giornata critica è stata lunedì 12 ottobre, quando la corsa 10090, nel tratto tra Vigevano e Milano, è stata cancellata a causa di un guasto al convoglio. Le conseguenze si sono riversate sul treno 10026, chiamato a raccogliere anche i passeggeri rimasti a terra. Il risultato è stato un sovraffollamento che ha reso il viaggio particolarmente difficile. La situazione si è ripetuta mercoledì 14 ottobre, quando la stessa corsa 10090 è stata soppressa per motivi tecnici sull’intero percorso tra Mortara e Milano. Anche in questo caso, trattandosi di un collegamento in orario di punta, i passeggeri si sono riversati sui treni successivi, riproponendo gli stessi problemi di affollamento già sperimentati appena due giorni prima. Giovedì 15 ottobre, infine, un guasto all’infrastruttura ferroviaria a Torreberetti ha provocato la cancellazione delle corse 10026 e 10028, entrambe collocate in una fascia oraria particolarmente delicata per i pendolari. Il primo treno utile, il 10030, è stato preso d’assalto dai viaggiatori rimasti senza alternative. Secondo la ricostruzione dell’associazione, i passeggeri si sono ritrovati ammassati in ogni spazio disponibile, in condizioni definite indegne di un Paese moderno. A completare il quadro, il treno 10026 è arrivato a Mortara con un ritardo di ben 145 minuti. Tre episodi ravvicinati, con cause differenti ma conseguenze analoghe: cancellazioni, sovraffollamento e pesanti ripercussioni sulla quotidianità di chi dipende dal trasporto ferroviario. Quando sembrava difficile immaginare una situazione peggiore, domenica 18 ottobre, intorno alle 16 e 30, un incendio di origine ancora sconosciuta ha coinvolto i cavi di segnalamento ferroviario nei pressi della stazione di Milano San Cristoforo, sul lato di Albairate. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e, successivamente, i tecnici di Rfi, impegnati nelle operazioni necessarie a ripristinare il funzionamento dell’infrastruttura danneggiata. Le conseguenze sulla circolazione sono state pesanti. Il traffico ferroviario è andato in crisi, coinvolgendo sia la linea suburbana S9, interessata da numerose cancellazioni, sia la Mortara-Milano, il cui servizio è stato limitato alla tratta tra Mortara e Albairate. I danni provocati dall’incendio hanno comportato limitazioni e sospensioni sulla S9 e, per la linea Mortara-Milano, 11 cancellazioni parziali e 3 totali, secondo i dati riportati da MiMoAl. Un’emergenza infrastrutturale che ha avuto ripercussioni su migliaia di viaggiatori, privati della possibilità di raggiungere regolarmente le proprie destinazioni. Ai problemi della circolazione si è aggiunta una gestione delle informazioni che ha sollevato ulteriori perplessità. Secondo quanto segnalato dall’associazione MiMoAl, Rfi ha correttamente individuato il guasto nell’area di Milano San Cristoforo, mentre Trenord, per tutta la giornata di domenica, avrebbe continuato a indicare Scalo Romana come luogo dell’incidente. Una discrepanza nelle comunicazioni che rischia di disorientare ulteriormente i passeggeri, già alle prese con cancellazioni, limitazioni di percorso e incertezza sui tempi di ripristino. “In situazioni di emergenza - ribadisce Franco Aggio, presidente dell’associazione MiMoAl - informazioni precise e coerenti rappresentano uno strumento essenziale per consentire ai viaggiatori di organizzare gli spostamenti e valutare eventuali alternative”. A rendere ancora più pesante la giornata di domenica è stata inoltre l’assenza di un servizio sostitutivo su gomma predisposto dall’impresa ferroviaria per limitare le conseguenze dell’interruzione. Nella mattinata di lunedì 19 ottobre è stato finalmente attivato un servizio sostitutivo con autobus. Una misura che ha contribuito ad attenuare almeno in parte le difficoltà, senza però riuscire a evitare una nuova giornata complicata per i pendolari. Per consentire, seppure con difficoltà, il mantenimento dei collegamenti sulla Alessandria-Mortara-Milano, è stato sospeso il servizio della linea S19 e sono state introdotte riduzioni e limitazioni sulla S9. Il bilancio aggiornato alle 10 e 30 di lunedì era ancora pesante: quattro corse completamente cancellate, due cancellazioni parziali e nove treni con forti ritardi. Numeri che restituiscono la dimensione di un’emergenza non ancora superata e che si aggiungono ai disagi accumulati nei giorni precedenti. L’incendio ha messo in difficoltà non soltanto i passeggeri, ma anche gli stessi gestori del sistema ferroviario. MiMoAl riconosce infatti che sia Rfi sia Trenord hanno subito le conseguenze dell’evento, pur evidenziando le criticità riscontrate nella gestione del servizio e nella comunicazione ai viaggiatori. Nel suo intervento, l’associazione MiMoAl rivolge un ringraziamento ai vigili del fuoco e, in particolare, a Rfi e ai suoi tecnici, impegnati ininterrottamente dal pomeriggio di domenica per riparare i danni causati dall’incendio. Un riconoscimento per il lavoro svolto sul campo, accompagnato dalla piena solidarietà nei confronti dei pendolari, ancora una volta costretti a subire le conseguenze di una situazione difficile. “Al di là dell’emergenza provocata dall’incendio - conclude Aggio - gli episodi registrati tra il 12 e il 19 ottobre riportano al centro una questione più ampia: la fragilità dei collegamenti ferroviari tra Alessandria, Mortara e Milano e le ricadute che ogni interruzione ha sulla vita quotidiana dei pendolari. Un guasto a un convoglio, un problema all’infrastruttura o un’interruzione della segnaletica possono verificarsi. A fare la differenza, tuttavia, sono anche la capacità di reagire tempestivamente, la disponibilità di soluzioni alternative, la qualità dell’informazione e la possibilità di evitare che i passeggeri si ritrovino stipati su treni già sovraffollati. Per chi viaggia ogni giorno, arrivare al lavoro o a scuola in orario non è un dettaglio, ma una necessità”.

Massimiliano Farrell