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Tredici chilometri separano Mortara da Vigevano. Una distanza modesta sulla carta, ma che troppo spesso, quando si parla di amministrazione, infrastrutture e sviluppo economico, sembra trasformarsi in un confine difficile da superare. Adesso i sindaci delle due città hanno deciso di raccogliere una sfida: lavorare insieme sui problemi che frenano la Lomellina e, soprattutto, tornare fra dodici mesi a spiegare ai cittadini che cosa sarà stato concretamente realizzato. Un patto politico e amministrativo, per ora senza un documento formale annunciato, che introduce però un elemento preciso: l’impegno a rendere conto dei risultati.
A stringerlo, domenica 18 ottobre, nell’auditorium San Dionigi di Vigevano, sono stati il sindaco mortarese Fabio Farina e il collega vigevanese Paolo Previde Massara. L’occasione è stata la tradizionale cerimonia del premio Fedeltà al lavoro artigiano, organizzata da Confartigianato Imprese Lomellina. Prima della consegna dei riconoscimenti, la tavola rotonda moderata dalla giornalista Sara Bartolini ha messo sul tavolo le questioni che condizionano il futuro del territorio. Presenti anche il presidente di Confartigianato Lomellina Luigi Grechi, il consigliere regionale Andrea Sala e il presidente di Confartigianato Lombardia Eugenio Massetti.
L’accordo tra i due primi cittadini ha un orizzonte temporale preciso: ottobre 2027. Entro quella data Farina e Previde Massara si sono impegnati a confrontarsi nuovamente e a rendere pubblicamente conto di quanto sarà stato fatto in alcuni settori strategici: sanità, qualità della vita, infrastrutture e istruzione. Non si tratta, almeno per il momento, di un programma operativo corredato da finanziamenti, scadenze intermedie e progetti già approvati. È piuttosto un’assunzione di responsabilità politica, con la prospettiva di trasformare gli impegni in interventi verificabili.
«Vorrei essere giudicato fra un anno su ciò che abbiamo prodotto», ha dichiarato Previde Massara. Immediata la risposta del collega mortarese: «Condivido l’impegno e aggiungo che sarebbe bello annunciare di aver cantierato un progetto».
Parole che, in un territorio abituato a discutere per anni degli stessi problemi, assumono un significato particolare. Perché il nodo non è soltanto individuare le priorità, ma riuscire finalmente a tradurre le intenzioni in risultati.
La necessità di superare divisioni e campanilismi è emersa con forza durante il confronto. Le due città, pur condividendo un territorio e numerose difficoltà, hanno spesso seguito percorsi differenti. Una distanza che gli stessi sindaci non hanno nascosto.
«Ci dobbiamo svegliare», ha ammesso Farina. Più articolata la riflessione di Previde Massara: «Il confronto col territorio serve per capire come muoverci insieme, siccome gli interessi delle due città non sempre coincidono».
Il primo terreno sul quale misurare questa collaborazione potrebbe essere quello ferroviario. La linea Milano-Mortara, considerata inadeguata rispetto alle necessità dei pendolari e delle imprese, è stata indicata come una delle grandi emergenze. Il raddoppio resta l’obiettivo di lungo periodo, ma i sindaci intendono esercitare una pressione congiunta per ottenere miglioramenti anche nell’immediato.
«Bisogna coinvolgere – sostiene Farina – anche i Comuni limitrofi, che pur non avendo la stazione ferroviaria gravitano sulle nostre. Ci vogliono ordini del giorno nei consigli comunali per firmare una lettera congiunta, facendoci comunque sentire anche prima dell’ipotetico raddoppio per migliorare un servizio indegno».
Un’iniziativa che potrebbe quindi partire dai consigli comunali, attraverso documenti condivisi e una richiesta unitaria alle istituzioni competenti.
Vigevano, nel frattempo, ha già avviato interlocuzioni per allargare il fronte. «Abbiamo parlato – ha aggiunto Previde Massara – anche col sindaco di Abbiategrasso, Cesare Nai, per iniziare un protocollo d’intesa con dieci municipi della zona. Sono già una decina. L’obiettivo è avere più treni, e più rapidi».
Il ragionamento infrastrutturale non si esaurisce con la ferrovia. Tra le opere considerate strategiche durante il dibattito figurano anche l’autostrada Broni-Mortara, la gronda occidentale della tangenziale esterna di Milano e l’apertura del nuovo ponte sul Ticino. Collegamenti ritenuti essenziali per contrastare l’isolamento del territorio e renderlo maggiormente competitivo.
Altro capitolo fondamentale è quello dello sviluppo economico, strettamente legato alla pianificazione urbanistica. Mortara e Vigevano condividono la necessità di recuperare aree produttive abbandonate e creare condizioni favorevoli all’insediamento delle imprese.
«Ho tenuto la delega all’urbanistica – ha chiarito il nuovo sindaco di Mortara – perché è la più legata al mondo delle imprese la città ha esaurito le aree di carattere industriale e artigianale. Si deve pianificare il futuro con la possibilità di recupero del dismesso in passato e garantire meno spese per le imprese che vogliono insediarsi».
Una scelta che colloca direttamente nelle mani del sindaco mortarese una delle leve principali per disegnare il futuro produttivo della città.
Anche Vigevano punta sul recupero dell’esistente. La nuova amministrazione intende approvare un Piano di governo del territorio senza stravolgimenti, concentrandosi sulla riqualificazione delle aree industriali private dismesse. «Bisogna – così Previde Massara – trovare imprenditori che si propongano alla città. Noi dobbiamo renderci attrattivi».
Ma l’attrattività di un territorio non dipende soltanto dalla disponibilità di capannoni o terreni edificabili. Contano anche servizi pubblici efficienti, procedure amministrative semplici, collegamenti adeguati e prospettive capaci di convincere soprattutto i giovani a restare. Su questo fronte Luigi Grechi ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà quotidiane incontrate dalle aziende nei rapporti con la pubblica amministrazione. «Le imprese facciano uno sforzo, perché gli sportelli unici delle attività produttive comunali a volte rispondono tardi e male. Ci sono Comuni vicini tra loro che usano software e addirittura norme diverse, e complicano tutto».
Un problema apparentemente burocratico, ma con conseguenze molto concrete per chi vuole aprire un’attività, investire o ampliare un’impresa. E proprio la maggiore collaborazione tra amministrazioni potrebbe rappresentare una risposta.
Il dibattito ha affrontato anche il tema della sicurezza, sul quale i due sindaci hanno illustrato situazioni e possibili interventi differenti.
«Nell’immediato la risposta può essere data dalla polizia locale che a Vigevano ha anche aumentato le pattuglie. Abbiamo ben quattro forze di polizia, qui. Esiste una trasformazione sociale, con un extraeuropeo su cinque abitanti. Può essere sia un problema sia un’opportunità: dipende come ce la giochiamo. I risultati si vedranno da molti anni», ha osservato Previde Massara.
Farina ha invece evidenziato le peculiarità mortaresi: «Noi abbiamo solo due forze di polizia. Studiamo un discorso di rete. La poca sicurezza è la conseguenza della scarsa attrattività. Mortara ha scarsi indici di appeal del costo delle case, anche 600 al metro quadro. Si migliori anche la “qualità” delle persone che arrivano».
Un passaggio, quest’ultimo, che collega la questione della sicurezza a quella del mercato immobiliare e della capacità della città di attrarre nuovi residenti, sollevando un tema destinato a far discutere.
Sullo sfondo resta un problema più ampio: la difficoltà della Lomellina a presentarsi come un territorio unito, capace di intercettare investimenti e finanziamenti. Durante l’incontro è stato richiamato il confronto con l’Oltrepò Pavese, indicato come esempio di maggiore capacità di fare rete. È stata inoltre denunciata la quota limitata di risorse del Pnrr intercettate dal territorio.
Da qui il significato politico del patto tra i due sindaci. Mortara e Vigevano possono continuare a muoversi separatamente, ciascuna con le proprie priorità, oppure tentare di costruire un fronte comune, coinvolgendo anche gli altri Comuni della Lomellina.
La differenza, questa volta, potrebbe essere rappresentata proprio dalla scadenza che Farina e Previde Massara hanno accettato di fissare pubblicamente. Nell’ottobre 2027 non basterà ripetere che servono infrastrutture migliori, più sicurezza e nuove opportunità per le imprese. Bisognerà spiegare che cosa è cambiato davvero.
Perché tredici chilometri possono essere pochissimi, se si decide di percorrerli insieme. Oppure continuare a sembrare una distanza enorme, se ciascuno resta fermo dalla propria parte.