La bonifica dell’area ex Bertè viaggia in ritardo: proroga di un mese e mezzo per «l’eurobando»
MORTARA - Arriva la proroga di un mese e mezzo per l’affidamento dei lavoro di rimozioni rifiuti dall’area Bertè. La scadenza per presentare le offerte, inizialmente fissata per il 30 luglio, è stata spostata al 15 settembre. Il bando per questo primo lotto di lavori ha un valore che sfiora il milione e quattrocentomila euro (per la precisione mille e 399 euro, Iva esclusa). Trattandosi di una gara europea, il capitolato prevede che le aziende interessate possano entrare nel sito per fare tutte le verifiche del caso sui materiali combusti da smaltire. Impossibile pretendere che una gara del genere possa essere assegnata senza dare la possibilità alle ditte di conoscere esattamente cosa c’è in quella montagna di rifiuti, detriti e cenere. Una montagna sulla quale ora la natura rivendica il suo spazio, con la crescita di erba e alcune infiorescenze.
D’altra parte sono passati 9 anni dal catastrofico incendio doloso del settembre 2017 che ha fuso e stratificato tonnellate di rifiuti di ogni tipo. L’area dell’ex Bertè è ancora sotto sequestro giudiziario. Per far entrare i tecnici serve il «visto» della magistratura. Un’autorizzazione rilasciata dalla Prima sezione penale della Corte d’Appello martedì 14 luglio.
“Con la scadenza del bando fissata al 30, le ditte avrebbero avuto a disposizione solo due settimane scarse per ottenere il permesso d’accesso – spiega l’assessore con delega all’ambiente Carlo Cocino (nella foto) - organizzare le analisi e calcolare un’offerta economica sensata. Di aziende interessate ce ne sono tante, sono già venute a visionare l’area, ma considerando che di mezzo c’è il mese di agosto, con tutto quello che comporta in termini di ferie e rallentamenti, e soprattutto la complicazione di dover chiedere ogni volta il benestare alla polizia giudiziaria per entrare nel sito sequestrato, concedere più tempo era l’unica scelta sensata. Per noi, per quanto riguarda le tempistiche generali, non cambia molto. L’importo e l’oggetto dell’appalto restano identici. Anche i tempi dei lavori sono invariati”.
Se la gara si chiuderà a inizio autunno, tra verifiche dei requisiti e assegnazione definitiva, novembre dovrebbe essere il mese per l’avvio effettivo dei lavori. Da quel momento ci vorranno ventiquattro settimane per completare la rimozione del primo lotto portando la fine di questa prima fase all’inizio del 2027. Un percorso a ostacoli che dura ormai da quasi nove anni e che ha già visto episodi quantomeno paradossali. Come il «pasticcio» del 2025, quando la Regione Lombardia confuse i fondi destinati a Mortara con quelli di Verrua Po. Questo primo intervento, finanziato interamente dal Pirellone, libererà solo una parte della superficie. Per ripulire tutto il sito servono tre lotti e una cifra stimata che supera i 7 milioni di euro.
“In autunno dovremo muoverci per chiedere le risorse per il secondo lotto – conclude l’assessore Carlo Cocino -. La Regione non ti dà i soldi successivi se prima non dimostri di aver avviato concretamente il primo intervento”.
Un capitolo a parte è invece quello che concerne la bonifica del terreno sottostante. Per capire quanto i veleni dell’incendio siano penetrati nel suolo sarà necessario attendere la conclusione dei tre lotti. Sullo sfondo, resta l’incognita sul destino dell’area. Una volta pulita, resterà in mano ai privati? Finirà all’asta per coprire i costi? Domande a cui, per ora, nessuno in sa dare una risposta certa.
Luca Degrandi