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MORTARA – Ventotto giorni di prognosi, lo zigomo fratturato e una frattura al setto nasale. È il pesante bilancio dell’aggressione subita da un noto professionista mortarese, raggiunto da un violentissimo pugno al volto nel corso di una discussione scoppiata nei pressi delle scuole elementari “Teresio Olivelli”, a Mortara. Un colpo che ha mandato l’uomo al pronto soccorso e trasformato un tranquillo rientro a casa insieme alla moglie in un episodio di violenza dalle conseguenze tutt’altro che lievi. I fatti risalgono a mercoledì 7 ottobre, poco dopo le 16 e 30.
Secondo la ricostruzione della vittima, tutto sarebbe cominciato quando una donna di origine nordafricana, che stava accompagnando a casa alcuni bambini all’uscita da scuola, avrebbe accusato la moglie del professionista di aver lasciato che il proprio cane mordesse uno dei piccoli. Un’accusa immediatamente respinta dalla mortarese. La discussione si sarebbe accesa proprio sulla presunta aggressione dell’animale, della quale, al momento, non risultano riscontri.
Sentendo quanto stava accadendo, il marito sarebbe uscito dall’abitazione per cercare di chiarire la situazione. Avrebbe chiesto semplicemente di vedere la ferita o almeno i segni del presunto morso. A quel punto sarebbe intervenuto anche il marito della donna che accompagnava i bambini. Quest’ultimo, stando al racconto raccolto, avrebbe intimato al professionista di non rivolgere la parola alla moglie, sostenendo che non potesse parlare con le donne. Idee figlie di una impostazione culturale che non è proprio quella italiana.
La tensione sarebbe quindi aumentata ulteriormente. Nel giro di pochi istanti è arrivato un terzo uomo, di origine sudamericana, accompagnato da un cane di grossa taglia. Anche lui si sarebbe inserito nella discussione e, secondo la ricostruzione fornita, avrebbe aizzato l’animale contro la donna mortarese.
È a questo punto che la situazione sarebbe precipitata. Il professionista, temendo per l’incolumità della moglie, si sarebbe frapposto tra lei e il grosso cane. Un gesto di protezione che lo avrebbe esposto all’aggressione. Approfittando di quel momento, l’altro uomo, il marito della donna che aveva denunciato il presunto morso, gli ha sferrato un pugno violentissimo al volto.
Le conseguenze sono state pesanti: frattura dello zigomo, frattura del setto nasale e una prognosi di 28 giorni, formulata dopo gli accertamenti al pronto soccorso. Nella confusione successiva al colpo, le altre persone coinvolte si sarebbero allontanate.
La coppia mortarese ha chiesto l’intervento dei soccorsi. Sul posto sono arrivati anche gli agenti della Polizia locale, che hanno prestato assistenza e, secondo quanto riferito, sono riusciti a identificare le altre persone coinvolte nei minuti successivi. Il professionista ha espresso un particolare ringraziamento agli agenti per la premura dimostrata durante le operazioni di soccorso.
La vittima ha sporto denuncia. Un contributo importante alla ricostruzione dell’accaduto potrebbe arrivare dalle telecamere di sicurezza installate presso la sua abitazione. Le immagini sarebbero già state richieste dalla Polizia locale e potrebbero consentire di verificare la successione dei fatti, le responsabilità individuali e il comportamento delle persone intervenute nella discussione.
Ma oltre alle ferite fisiche, l’episodio ha lasciato nel professionista mortarese un profondo senso di amarezza e insicurezza. La sua testimonianza si trasforma in uno sfogo sulle condizioni di vivibilità della città, in particolare nella zona di piazza Italia, dove lamenta situazioni ricorrenti di disturbo, musica ad alto volume nelle ore notturne e comportamenti che giudica incompatibili con una convivenza civile.
Il pensiero più doloroso, per lui e per la moglie, è quello di arrivare ad abbandonare Mortara, la città nella quale hanno trascorso la loro vita. Non più soltanto la rabbia per un’aggressione, dunque, ma il timore di non sentirsi sicuri nemmeno davanti alla propria abitazione. Una prospettiva che rende ancora più amaro il bilancio di quel pomeriggio: ventotto giorni di prognosi e la paura che un episodio simile possa ripetersi.