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SUARDI – Seconda e terza stagione delle «Cronache lomelline» firmate dalla casa di produzione cinematografica «Berlino mon amour», specializzata nel genere cinema muto rock. 
Come già l’anno scorso, la sera del 31 ottobre viene ancora scelta come ideale per presentare il format cinematografico dalle atmosfere gotiche, tra film muto di inizio Novecento e sonorità rock, firmato da Alfredo Lodi, in arte «Lods», 50enne insegnante al liceo linguistico di Casale Monferrato. 
Suoi sono soggetto, sceneggiatura, regia, montaggio e colonna sonora. Venerdì l’appuntamento è nei locali dell’ex Soms di via Maestra: alle 19.45 prima parte del rinfresco di benvenuto, con accesso riservato agli invitati, alle 20 e 50 discorso introduttivo di Carlo Pesce e alle 21 proiezione degli undici episodi delle due stagioni del serial. Si chiuderà alle 23 con la seconda parte del rinfresco di benvenuto.
Ne «Il club dei necrofili» (seconda stagione) per quanto polizia e forze dell’ordine tentino di fare qualcosa, una nuova ondata di omicidi crea caos e terrore in Lomellina. Anche il giornalista Jack Sciacallo indaga sulla vicenda. E di sicuro potrebbe rispondere a molte domande: chi sono i due assassini vestiti di nero? Perché Brigitte von Staufen ha assunto Max Benetti, il chiacchierato investigatore privato di Tetroborgo? E che ruolo ha nella vicenda la cosiddetta Chiesa del Sigillo Interstellare? Ma neppure Jack conosce tutta la verità. Nel cast Lodi, Andrea «Lits» Litamè, Carlo Pesce, Luigi «Gigi» D’Avanzo. 
In «Colui che divora le galassie» (terza stagione) mentre polizia e forze dell’ordine brancolano nel buio, una terrificante ondata di suicidi investe Tetroborgo. Anche il giornalista Jack Sciacallo indaga sulla vicenda. E di sicuro potrebbe rispondere a molte domande: chi ha svaligiato il Museo di Tetroborgo rubando i quadri dipinti da Geremia Foscari, il pittore maledetto? E che ruolo ha nella faccenda l’investigatore Max Benetti? Ma neppure Jack conosce tutta la verità. Nel cast Lodi, Litamè, Simona Grigolo e Loris Coassolo.
I lavori saranno visibili su YouTube.

Umberto De Agostino