Vigevano, Carte d’identità senza microchip: dieci persone denunciate dalla Polizia locale
VIGEVANO – Il documento apparentemente integro, conservato in ottime condizioni, ma con un particolare fondamentale mancante: il microchip elettronico. Una rimozione eseguita con una precisione tale da rendere la manomissione difficilmente riconoscibile a un primo esame. È quanto emerso da un’indagine condotta dalla Polizia locale di Vigevano, che ha portato alla denuncia di dieci persone, individuate in possesso di documenti elettronici privati del dispositivo che ne consente l’identificazione digitale.
L’attività investigativa, sviluppata dagli agenti del Comando cittadino, ha permesso di individuare diversi casi di alterazione delle carte d’identità elettroniche. Tra i documenti esaminati figura anche un permesso di soggiorno al quale era stato asportato il microchip. Le dieci persone coinvolte sono state deferite alla Procura della Repubblica.
A insospettire gli operatori è stata soprattutto una caratteristica ricorrente: il dispositivo elettronico risultava rimosso attraverso un intervento estremamente accurato, descritto dagli investigatori come una lavorazione quasi chirurgica. Il resto del documento, invece, si presentava in condizioni pressoché perfette, senza evidenti segni di deterioramento.
Una circostanza che, insieme agli altri elementi raccolti durante gli accertamenti, ha fatto emergere l’ipotesi di una manomissione volontaria, spingendo gli agenti ad approfondire le verifiche e ad avviare un’attività investigativa specifica.
L’indagine è nata dall’attenzione prestata durante i normali controlli documentali effettuati su strada. Gli operatori hanno individuato alcune anomalie che avrebbero potuto facilmente sfuggire a un esame superficiale, avviando successivamente gli approfondimenti necessari per ricostruire le irregolarità riscontrate.
Determinante, secondo quanto riferito dal Comune, è stata la collaborazione tra la Polizia locale e il personale dell’Ufficio Anagrafe. Il confronto tra le competenze dei diversi uffici ha consentito di esaminare con maggiore attenzione i documenti sospetti e di sviluppare gli elementi raccolti durante le verifiche.
Le carte d’identità elettroniche contengono un microchip che permette di memorizzare in modo protetto i dati del titolare e di utilizzare il documento anche per l’accesso ai servizi digitali abilitati. La sua asportazione compromette quindi una componente essenziale del documento, pur potendo lasciare apparentemente inalterata la parte visibile della tessera.
Sull’esito dell’operazione è intervenuto l’assessore comunale alla Sicurezza, Domenico Cassese, che ha espresso soddisfazione per il lavoro condotto dagli operatori: «Desidero esprimere il mio apprezzamento agli operatori che hanno condotto questa attività investigativa. È un risultato importante, che dimostra come il lavoro della Polizia Locale non si esaurisca nella presenza sul territorio e nell’attività di controllo, ma comprenda anche indagini complesse e specialistiche. Ai nostri agenti va il ringraziamento dell’Amministrazione comunale per la competenza, la dedizione e l’attenzione dimostrate».
Un’attività che mette in evidenza come anche un controllo apparentemente ordinario possa rappresentare il punto di partenza per un’indagine più articolata, soprattutto quando le irregolarità riguardano elementi difficili da individuare a prima vista.