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MORTARA – Cento anni di storia, di amicizia, di esperienze condivise e di generazioni cresciute nel segno dello scoutismo. Il 2026, anno del centenario della presenza scout a Mortara, si avvia alla conclusione e l’AGESCI cittadina si prepara a vivere una domenica dal significato particolare, nella quale il ricordo di chi non c’è più si intreccerà con la voglia di stare insieme e di guardare al futuro. Due gli appuntamenti in programma domenica 8 novembre: una Messa in suffragio degli scout defunti e, nel pomeriggio, una castagnata aperta a bambini e famiglie.
Il momento più significativo sarà quello della commemorazione religiosa, fissata per le 11 nella basilica di San Lorenzo. Una celebrazione dedicata a tutti gli scout che, nel corso degli anni, hanno fatto parte della grande famiglia dello scoutismo mortarese e che oggi non ci sono più. Un’occasione per ricordare quanti, con il proprio entusiasmo, il proprio impegno e il proprio spirito di servizio, hanno contribuito a costruire e tramandare una realtà associativa che ha attraversato un intero secolo di storia cittadina.
Il riferimento è a quel lontano 1926 dal quale prende avvio il percorso centenario ricordato dal gruppo Mortara 1. Da allora sono cambiate generazioni, abitudini e modi di vivere, ma lo scoutismo ha continuato a rappresentare un’esperienza educativa fondata sulla responsabilità, sulla solidarietà, sul rispetto degli altri e sulla disponibilità a mettersi al servizio della comunità. Il centenario diventa così anche l’occasione per rivolgere un pensiero riconoscente a chi ha contribuito a mantenere vivi questi valori, lasciando un’eredità che continua nelle attività dei ragazzi di oggi.
La giornata proseguirà alle 15 all’oratorio Cappa Ricci, dove gli scout dell’AGESCI daranno vita a una castagnata aperta a tutti. In programma un pomeriggio di festa con castagne e giochi, pensato soprattutto per bambini e genitori. Un appuntamento all’insegna della semplicità e della convivialità, con l’obiettivo di offrire alle famiglie un’occasione per incontrarsi e condividere qualche ora di divertimento insieme agli scout.
Due momenti diversi, dunque, ma uniti da un filo comune: il senso di appartenenza a una comunità che affonda le proprie radici nel passato e continua a rinnovarsi attraverso le nuove generazioni. Da una parte il raccoglimento e la riconoscenza verso chi ha percorso un tratto di questa lunga strada, dall’altra la gioia dello stare insieme, che da sempre costituisce uno degli elementi caratteristici dell’esperienza scout.
Mentre l’anno del centenario si avvicina alla conclusione, la domenica dell’8 novembre offrirà così l’occasione per ricordare che cento anni di scoutismo non sono soltanto una ricorrenza da celebrare, ma soprattutto una storia fatta di persone. Di chi ha indossato il fazzolettone, di chi ha accompagnato i più giovani nel loro percorso di crescita e di chi ha lasciato un segno nella vita del gruppo e della città. Una storia che continua, nel ricordo di chi l’ha costruita e nell’entusiasmo di chi oggi ne raccoglie il testimone.