Anziani protagonisti, la memoria diventa una mostra: in Lomellina un progetto da 110mila euro
VIGEVANO – Le fotografie del passato che dialogano con quelle del presente, i ricordi di una città che cambia e le esperienze degli anziani che diventano un patrimonio da condividere con le nuove generazioni. È da questo incontro tra memoria e futuro che nasce «Ponti di Memoria», la mostra fotografica che sarà inaugurata venerdì 6 novembre, alle 18, nella Strada sotterranea del Castello Sforzesco di Vigevano. L’esposizione rappresenta uno degli appuntamenti più significativi di «Connessioni di vita: un welfare per l’invecchiamento attivo», il progetto da 110mila euro che, tra il 2025 e il 2026, ha coinvolto numerose realtà della Lomellina con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita degli anziani, favorire la socializzazione e contrastare l’isolamento.
La mostra è il risultato di un laboratorio culturale e intergenerazionale promosso dalla Fondazione Caritas Vigevano e dall’Università per il Tempo Libero e la Terza Età «Luisa Rossi». Un percorso che ha coinvolto 40 partecipanti e che, partendo da un corso di fotografia, ha portato alla realizzazione di un’esposizione dedicata alla memoria urbana e alle trasformazioni della città. Nella selezione delle immagini e nella preparazione dell’allestimento è previsto anche il coinvolgimento dei giovani di Young Caritas, a conferma della volontà di costruire un dialogo tra generazioni attraverso le immagini e i ricordi.
L’esposizione si inserisce nel programma «Quando Vigevano era un BOOM – Storie da una città che cambiava» e resterà visitabile fino a domenica 15 novembre. Dopo l’inaugurazione di venerdì, sarà aperta sabato 7 e domenica 8 novembre dalle 10.30 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30, venerdì 13 dalle 16.30 alle 18.30 e sabato 14 e domenica 15 nuovamente dalle 10.30 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30.
Ma «Ponti di Memoria» è soltanto una delle iniziative realizzate nell’ambito di un programma più ampio, che coinvolge servizi sociali, sanitari e associazioni del territorio. Il progetto, che vede come ente capofila il Comune di Vigevano attraverso l’Ambito Distrettuale della Lomellina, dispone di un finanziamento complessivo di 110mila euro, coperto per l’80 per cento da un contributo pubblico di Regione Lombardia attraverso Ats Pavia. La conclusione delle attività è prevista per dicembre 2026.
I risultati raccolti nel rapporto aggiornato al 28 ottobre raccontano una rete di interventi che ha raggiunto diversi centri lomellini. Tra le esperienze più partecipate figura «Argento Vivo», il programma dedicato alla socializzazione, alle attività ricreative e al benessere degli anziani. A Vigevano sono stati registrati 400 partecipanti, coinvolti in iniziative di aggregazione, ginnastica dolce, allenamento cognitivo e incontri informativi sui diritti sociali.
Anche Mortara è entrata nel progetto con l’attivazione, nel marzo scorso, di un centro a Palazzo Cambieri, aperto il mercoledì e il venerdì mattina. Qui sono stati registrati 30 partecipanti. Un’esperienza che punta a offrire occasioni di incontro e a contrastare quella solitudine che, soprattutto nell’età avanzata, può trasformarsi in un fattore di fragilità.
Sempre a Mortara si sono svolti, tra marzo e aprile, quattro incontri del percorso «Parole di saggezza», curato dall’Associazione Centro Consulenza Familiare. Gli appuntamenti hanno affrontato temi legati agli stili di vita, all’attività fisica, all’alimentazione e ai fattori di rischio per la salute. Le partecipazioni registrate sono state 11, mentre a Vigevano, dove gli incontri si erano tenuti tra settembre e ottobre 2025, sono state 20. Un secondo ciclo di appuntamenti a Mortara risulta programmato entro la fine dell’anno.
La prevenzione sanitaria costituisce un altro pilastro dell’iniziativa. Attraverso «Anziani InForma», Asst Pavia ha organizzato due incontri a Vigevano, il 7 e l’11 maggio, con 50 partecipanti ciascuno. Al centro degli approfondimenti l’alimentazione nella terza età, il movimento, la salute dopo i 65 anni e l’orientamento ai servizi territoriali. Un secondo ciclo è previsto anche a Mortara.
Le attività hanno raggiunto inoltre Cassolnovo e Gambolò grazie al programma «Supporto Amico», sviluppato da Gruppo Start e Caritas. A Cassolnovo si contano oltre 70 iscritti alle iniziative che comprendono camminate, burraco, maglia, uncinetto, ginnastica e incontri dedicati all’uso dello smartphone. A Gambolò circa 30 persone hanno partecipato alle attività di ginnastica e una dozzina ai balli di gruppo. A Vigevano e Mortara, invece, sono state coinvolte complessivamente circa 50 persone in attività dedicate al ballo, all’economia domestica e alla sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo.
Un ruolo importante è stato affidato anche alla partecipazione diretta degli anziani, chiamati a condividere esperienze e competenze con i propri coetanei. Il progetto ha portato alla formazione di dieci persone in questo ambito, due delle quali risultano già attive.
Accanto alle occasioni di incontro, la rete ha lavorato per rendere più accessibili i servizi. Tra aprile e settembre Auser ha effettuato 60 trasporti di accompagnamento al Centro Sociale Anziani, percorrendo complessivamente 591 chilometri. Un servizio pensato per facilitare la partecipazione di chi incontra difficoltà negli spostamenti.
Sul fronte dell’informazione e dell’accesso ai diritti, Fnp-Cisl ha promosso attività negli sportelli di Vigevano e Mortara, incontrando 75 persone e distribuendo 800 pieghevoli informativi. Un’assemblea organizzata a Vigevano ha inoltre raccolto più di 50 partecipanti. Gli interventi hanno riguardato soprattutto l’assistenza, le misure sociosanitarie e l’orientamento ai servizi disponibili.
Tra le esperienze collegate al progetto figurano anche due orti riabilitativi, attivati dalla fine della primavera a Vigevano e a Valeggio, nella Cascina Tessera. Spazi dedicati alla coltivazione, agli incontri con esperti e alla socializzazione, nei quali il lavoro della terra diventa un’occasione per mantenersi attivi e coltivare relazioni.
La rete di «Connessioni di vita» comprende, oltre al Comune di Vigevano, Fondazione Caritas, Università per il Tempo Libero e la Terza Età, Associazione Centro Consulenza Familiare, Gruppo Start, Auser, Azienda Speciale Multi Servizi di Vigevano, Associazione Famiglie Alzheimer, Anmic, Asst Pavia e Cisl Fp Pavia Lodi.
L’obiettivo è costruire un sistema di interventi capace di integrare l’assistenza sociale e sanitaria con le risorse delle associazioni e del volontariato, offrendo agli anziani non soltanto servizi, ma anche occasioni per continuare a sentirsi parte attiva della comunità.
La mostra che aprirà venerdì al Castello di Vigevano rappresenta, in questo senso, una sintesi del progetto: immagini che raccontano il passato, persone che condividono esperienze e generazioni che si incontrano. Perché invecchiare attivamente significa anche continuare a partecipare alla vita della propria città, conservandone la memoria e contribuendo a costruirne il futuro.