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MILANO – Enrico Collivignarelli “fedelissimo” del giornalismo. Giovedì scorso l’Ordine dei giornalisti della Lombardia ha premiato, con la medaglia d’oro, i colleghi che hanno tagliato il traguardo dei 50 anni di iscrizione all’Ordine. Una vita di giornalismo, una vita per il giornalismo: questo l’impegno portato avanti in una lunga carriera professionale. Tra i premiati anche il più importante giornalista di Mortara, Enrico Collivignarelli. Con lui anche Ferruccio De Bortoli e Alberto Cerutti, che proprio con Collivignarelli avevano sostenuto l’esame nel 1975. 
Il giovane Enrico Collivignarelli, figlio di affermati commercianti – il padre Francesco è stato per anni presidente di Ascom e uno dei “padri” della Sagra –, aveva mosso i primi passi nella redazione del nostro settimanale alla scuola del direttore Giancarlo Torti, poi era passato al quotidiano provinciale e successivamente a Brescia. Dal 1978 entra nella squadra de Il Sole 24 Ore dove rimane per oltre 30 anni diventando caporedattore centrale. “Ho sempre interpretato la professione prima di tutto come lavoro di squadra, – queste le sue parole raccolte nella pubblicazione celebrativa legata all’evento della scorsa settimana – come fatica quotidiana per la creazione di un prodotto collettivo: il giornale di carta, un prodotto effimero e affascinante”. 
Tra le nuove sfide che si susseguono in continuazione e le storiche difficoltà del mondo del giornalismo, l’appartenenza all’Ordine resta oggi motivo di orgoglio. È questa la parola più ripetuta nella giornata. Il primo a pronunciarla è stato Riccardo Sorrentino, presidente dell’Odg della Lombardia, che nel suo intervento ha sottolineato come le giovani generazioni sono chiamate ad affrontare ostacoli che i professionisti di ieri non conoscevano: precarietà, incertezza e prospettive più fragili. Anche chi ha alle spalle mezzo secolo di mestiere riconosce che esistevano possibilità di crescita oggi sempre più minacciate. 
Settantadue, in tutto, le medaglie d’oro consegnate a 45 professionisti e 27 pubblicisti invitati giovedì scorso all’Istituto dei Ciechi di Milano. La Sala Barozzi della storica sede di via Vivaio è stata scelta per ospitare il prestigioso evento. 
Quella di Enrico Collivignarelli è stata una brillante carriera accompagnata, oltre che dal suo naturale talento, dal supporto costante di una bella famiglia: la moglie Liliana, insegnante prima al “Pollini” e poi al liceo “Omodeo”, e i figli Chiara e Francesco. Molto più che discreto, Enricio Collivignarelli non ama affatto le luci della ribalta. Anche quelle di una piccola città come Mortara. In controtendenza, vien da notare, rispetto al protagonismo – spesso ingiustificato – di molti. 
Ad Enrico Collivignarelli i vanno i complimenti del nostro (e suo) settimanale.