Scuolabus, la matematica divide il Consiglio: bocciata la gratuità del servizio per le Frazioni
Assessore per passione, ma maestra di professione, Cenzina De Biase ha provato ad impartire una lezione di “matematica”, numeri alla mano, sulla questione della tariffa relativa al servizio di scuolabus pagata dai residenti delle frazioni di Mortara. Però Max Farrell e Alice Modini, esponenti della sinistra cittadina e firmatari della mozione discussa lunedì 27 luglio in consiglio comunale, non hanno certo fatto la parte degli alunni. Ne è uscito un dibattito acceso. “Gialli” contro “rossi”. Da una parte l’assessore ha respinto, con il supporto della maggioranza, la mozione per la gratuità del servizio. Ha spiegato che il Comune copre già l’84 per cento della spesa. Aggiungendo poi che l’equità non significa regalare i servizi a tutti. Dall’altra parte della barricata Max Farrell ha replicato che, per equità sociale, sarebbe opportuno ripristinare la gratuità storica del servizio di trasporto scolastico per i residenti alle frazioni. Infine Max Farrell ha lodato l’ex assessore all’istruzione Tarantola che in passato intraprese questa strada. Le mani che hanno affossato la mozione targata Rifondazione Comunista sono state “spinte” dai numeri snocciolati dall’assessore Cenzina De Biase che ha voluto demolire dalle fondamenta le motivazioni scritte nella mozione del Prc. Nell’ultimo anno scolastico lo scuolabus ha servito 69 alunni per un costo totale a carico del Comune pari a 113 mila euro. Le entrate (cioè quanto pagato dai fruitori del servizio) si fermano a poco più di 18 mila euro. “Il primo dovere di un’amministrazione è dire la verità attraverso i dati oggettivi - ha sottolineato l’assessore Cenzina De Biase - Il Comune si fa carico di quasi l’84 per cento dell’intero costo del servizio, lasciando a carico delle famiglie appena il 16,2 per cento. Stiamo parlando di 45 centesimi a viaggio per 200 giorni di scuola. Il che significa meno di un euro al giorno per andata e ritorno. Parlare di un danno morale o di causa dello spopolamento delle frazioni per una somma di 45 centesimi a corsa significa non avere aderenza alla realtà. L’equità non coincide con la gratuità a pioggia”. La replica di Max Farrell ha virato l’attenzione sulle scelte politiche, e non su quello che dice il pallottoliere sembrerebbe dimostrare attraverso i fretti numeri. “Se la misura non è stata fatta per esigenze di cassa, - ribatte il giovane esponente dell’opposizione - come è appena stato dimostrato, allora ci chiediamo perché sia stata tolta la gratuità che prima funzionava bene. In un quadro d’insieme fatto di rincari generali, ogni piccolo aumento incide sulle famiglie”. L’educato botta e risposta finale sulle tariffe ha fatto solo da antipasto alla bocciatura della mozione. Il servizio di trasporto verso le frazioni resterà dunque a compartecipazione per l’anno scolastico alle porte.
Luca Degrandi