Palio: trionfo biancoverde
Qualcuno ironizzava: il Palio è quella sfida a sei contrade che inizia e poi vince San Cassiano. È stato così anche domenica scorsa, quando i biancoverdi guidati da Francesco Collivignarelli hanno vinto la 52esima edizione del Palio “Città di Mortara” facendo uno storico cappotto, il primo della loro storia. Per San Cassiano è la vittoria numero 18: praticamente uno su tre, anzi qualcosina meno. A questo ricco bottino, i biancoverdi aggiungono anche due vittorie nel Palio della Santa Croce: quella del 2024 e quella dello scorso 4 maggio… colorando il 2025 mortarese di bianco e di verde.
La sfida tra le sei contrade si è aperta in una piazza da tutto esaurito: tribune “sold out” e contradaioli stipati tra le sedie e l’asfalto. Il rito prevede il saluto degli sbandieratori di Mortara che si conclude con la grande piramide umana accompagnata dall’ovazione del pubblico, poi è lo sparo del cannone a decretare il via.
Il boato del cannone lascia spazio al baccano dei contradaioli, impegnati a sostenere il proprio arciere. Agli ordini del cancelliere Andrea Ghiro le contrade si sfidano secondo l’ordine di tiro stabilito il giorno prima con il sorteggio avvenuto nel palazzo municipale: il Moro, San Cassiano, la Torre, le Braide, Sant’Albino e San Dionigi. Dopo la prima sessione di tiro, le contrade sono ammucchiate dalla casella 9 (San Cassiano) alla 14 (il Moro), poi è la volta della sessione di rapidità vinta dai biancoverdi. San Cassiano vola alla 19 e le B raide si guadagnano un turno di stop finendo nella casella dell’osteria.
Piccola pausa del gioco, Beatrice d’Este premia la contrada più bella. O meglio, quella che l’ha maggiormente colpita durante il corteo storico. L’ambito riconoscimento ducale va a… San Cassiano. Manco a dirlo.
E subito si riparte con il premio ducale che va di traverso a San Cassiano che precipita nel pozzo alla casella 29: fermi un turno. Moro e San Dionigi trascinati dagli arcieri Eugenio Cedrino e Ramon Turcati tentano la fuga e dopo la terza sessione di tiro volano alla casella 41, tallonati dall’arciere Piero Dallera di Sant’Albino alla 37. San Cassiano e Torre fanalini di coda alla 29 e 26. La quarta sessione di tiro sancisce il tandem di testa che si porta alla 54 allungando su sant’Albino alla 49.
Parte poi la girandola di sfide: quattro frecce sul gufo tridimensionale. Le Braide sfidano il Moro per agguantare il primo posto: il giallorosso Andrea Ullio totalizza 6 punti, gli stessi che fa Cedrino. Con la parità tutto resta invariato.
Tocca poi alla Torre che sfida San Dionigi: Ramon Turcati supera l’arciere della Torre Roberto Viganò 4 a 3. Situazione congelata con i gialloneri che restano nelle retrovie.
Tocca poi San Cassiano che tenta la sfida al Moro: Nicolò Trosi, arciere biancoverde, spara fuori due frecce su quattro e totalizza quattro punti. Gli stessi che fa il Moro. Ancora una volta è parità: il Moro resta in vetta.
A questo punto bastano 9 punti al Moro per vincere, gli stessi che mancano a San Dionigi. Il Moro totalizza 10, San Dionigi 8: entrambe si fermano alla casella 62. Intanto dalle retrovie accorciano e tutte le contrade sono nelle condizioni di “chiudere”, con Sant’Albino che va alla casella 60. Il Moro fa zero e San Dionigi addirittura 3 (finendo alla casella 61 e guadagnando un turno di stop), San Cassiano va alla 60, la Torre alla 53, le Braide con San Dionigi alla 61 e Sant’Albino infila un clamoroso 12 che la riporta alla 54.
Si riparte. Il Moro fa 2 e San Cassiano totalizza 4, entrambe vanno alla 62. La Torre si porta alla 59 e Sant’Albino manca la vittoria per un punto, finendo alla 62. Inizia poi l’ottava sessione di tiro “normale”. Quella decisiva.
Il Moro fa due, San Cassiano vince. Tutti gli altri punti non contano. L’uno realizzato da Nicolò “Nica” Trosi fa impazzire i biancoverdi che invadono la piazza per il loro 18esimo successo, un alloro settembrino che mancava dal 2016.
Anche Andrea Ullio, arciere delle Braide, aveva totalizzato i punti necessari a vincere, ma San Cassiano godeva di una posizione migliore per l’ordine di tiro che è lo stesso con cui vengono assegnati i punteggi.
Il cancelliere Andrea Ghiro ufficializza il punteggio, e ratifica la vittoria.
I biancoverdi però “rallentano” la premiazione: in piazza deve arrivare il Palio vinto a maggio. Così l’ottimo cerimoniere Alessandro Pregnolato è chiamato ad intrattenere ancora i presenti in attesa dell’arrivo del drappo di primavera. Poi la festa inizia davvero. Il capitano Francesco Collivignarelli si veste con il cappotto (veramente) e i biancoverdi festeggiano fino a notte fonda dopo una meritata passerella per le strade della città.