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Il truco (in italiano trucco) non è solo gioco di carte importato un secolo fa dagli emigrati lomellini e di altre zone del Nordovest in Argentina, ma un fenomeno che racchiude in sé un mondo intero: il mondo delle pampas e della Boca, il quartiere italiano (e più che altro genovese) di Buenos Aires, che ha attraversato l’Atlantico e i secoli sulle ali di un mazzo di carte. 
E da oggi (mercoledì) a venerdì l’associazione Curte Neblani di Nibbiano, paese piacentino dell’alta Val Tidone al confine con l’Oltrepò, tornerà a organizzare il Campionato mondiale di trucco, giunto alla 13esima edizione, con una novità: la conferenza «Dall’Argentina all’alta Val Tidone. La risalita dell’emigrazione e il gioco del trucco». Questo gioco di carte è il simbolo più autentico e forse anche inconsapevole di uno spaccato di storia italiana: il fenomeno delle migliaia di braccianti del Nordovest che, fra Otto e Novecento, ogni autunno s’imbarcavano a Genova sui piroscafi Torino e Genova per andare a «fare il raccolto» (la «cosecha») nell’emisfero australe, dove iniziava la primavera. A 11mila chilometri da casa i braccianti divenuti peones argentini impararono ben presto un gioco sinonimo di passione, di sberleffi e di tante bevute di vino rosso.
Oggi inaugurazione alle 21 in piazza Martiri della libertà con cucina argentina (anche giovedì e venerdì). Domani, alle 18.30, spazio alla conversazione con Sabatino Alfonso Annecchiarico, docente a contratto dell’Università dell’Insubria e scrittore nato nel 1951 a Buenos Aires da genitori italiani, che vive in Italia dal 1985. Gli altri relatori saranno Leticia Carpinelli (“Italea” Emilia Romagna), Julian Luppi, presidente dell’Associazione italiana di truco argentino, e Luca Sessàrego, vice presidente dell’associazione Liguri nel mondo. Si chiuderà venerdì, alle 21.30, con le finali e la premiazione del Campionato mondiale. Ogni gruppo di emigranti riportava nel paese d’origine le regole e le parole spagnole imparate in Sud America: è scontato, quindi, che alcune regole possano variare perfino fra due paesi limitrofi. Comunque, al di là delle singole regole, ciò che conta nel trucco è la capacità di ingannare gli avversari indipendentemente dalle carte ricevute: non per nulla il nome del gioco è trucco. 
“Abbiamo stilato un regolamento desunto dalla tradizione di Nibbiano, che i partecipanti hanno sottoscritto – conferma Matteo Bollati, presidente di Curte Neblani – Ognuno dei gruppi è abituato alle regole in vigore nel proprio paese, ma è stato anche stimolante ascoltare le differenze di giocata. Fra l’altro, noi usiamo carte piacentine, con semi di coppe, denari, spade e bastoni, mentre gli amici della Liguria quelle genovesi con picche, cuori, denari e fiori”. Info e iscrizioni: 349.6400254.