Nasce l’«Archivio delle Voci»: a Vigevano un progetto per salvare dialetti e memorie della Lomellina
VIGEVANO – Le parole di tutti i giorni, le inflessioni dialettali, i racconti tramandati in famiglia, le espressioni che per secoli hanno dato voce a una comunità. È un patrimonio prezioso, ma fragile, quello che la Società Storica Vigevanese Odv ha deciso di salvaguardare con la creazione dell’«Archivio delle Voci», un progetto destinato a raccogliere, conservare e valorizzare le testimonianze orali di Vigevano e della Lomellina.
Per presentare l’iniziativa e avviare una riflessione scientifica sul tema, sabato 20 giugno 2026, a partire dalle 9 e 30, l’auditorium San Dionigi (nella foto) ospiterà il convegno «Per un Archivio delle Voci», sottotitolato «Un primo resoconto sui dialetti della Lomellina e di Vigevano». Un appuntamento che si propone di essere il primo passo di un percorso destinato a lasciare un segno duraturo nella vita culturale del territorio.
L’Archivio nasce infatti come uno strumento permanente di tutela del patrimonio immateriale, con l’obiettivo di documentare le parlate locali e le memorie orali prima che il passare del tempo ne cancelli definitivamente le tracce. Un lavoro che ha valore linguistico e antropologico, ma anche identitario, perché le voci delle persone raccontano la storia di una comunità tanto quanto i monumenti o i documenti conservati negli archivi.
Non a caso, l’iniziativa sarà dedicata alla memoria del professor Angelo Stella, studioso che ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per la dialettologia e la storia linguistica lombarda.
Il convegno si aprirà alle 9 e 30 con il saluto delle autorità. A seguire, alle 9 e 45, il presidente della Società Storica Vigevanese, Giovanni Borroni, illustrerà «Il perché di un Archivio delle Voci», spiegando le motivazioni culturali e scientifiche che hanno portato alla nascita del progetto. Alle 10 Marco Savini approfondirà invece il tema della “Salvaguardia e valorizzazione di un bene immateriale imperdibile: un Archivio delle Voci per Vigevano e la Lomellina”.
Il dibattito entrerà poi nel vivo con il contributo di studiosi provenienti da importanti università italiane. Alle 10.30 il professor John B. Trumper dell’Università della Calabria parlerà del lavoro preliminare necessario alla raccolta scientifica delle testimonianze, illustrando il tema “Dietro le inchieste. Il complesso lavoro di preparazione per la raccolta dati”.
Alle 11 Aurelio Citelli, dell’Associazione culturale Barabàn, presenterà il progetto “Appenninica, voci e suoni online”, mentre alle 11.30 Serenella Baggio dell’Università di Trento e Glauco Sanga dell’Università Ca’ Foscari di Venezia porteranno l’esperienza di un archivio universitario dedicato alle voci lombarde raccolte e studiate a Trento.
I lavori si concluderanno alle 12 e 15 con una tavola rotonda tra i relatori, chiamati a delineare le prospettive future dell’iniziativa e le possibili modalità di sviluppo dell’Archivio delle Voci.
L’evento è organizzato con il patrocinio della Fondazione di Piacenza e Vigevano, di Rete Cultura Vigevano, dell’Ecomuseo Sforzesco e dell’Associazione culturale Barabàn, a conferma dell’importanza che il progetto riveste per il territorio.
Perché custodire una voce significa custodire una storia. E, in un’epoca in cui la comunicazione è sempre più veloce e uniforme, salvare i dialetti e le memorie orali significa preservare l’anima stessa di una comunità, affinché possa continuare a raccontarsi anche alle generazioni future.