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Una giornata fredda ma illuminata da un sole generoso ha visto sabato scorso amici e volontari riunirsi nel bosco della Merlata, vicino alla frazione della Medaglia, per un appuntamento a lungo atteso: la ripiantumazione del bosco devastato due anni fa dal fortunale che aveva colpito la Lomellina. L’iniziativa ha visto la messa a dimora di sei querce, due capini, un tiglio e un viburno, a testimonianza di un piccolo ma significativo atto di cura per la natura. 
“Per ora abbiamo piantato queste essenze – ha dichiarato l’attivista Carlo Vandone – ma ci saranno altre puntate”. 
Tra zappe, pale e rastrelli, i volontari hanno scavato le buche, sistemato le giovani piante e condiviso un momento di silenzio, osservando il cielo pallido di novembre e sentendo il respiro della terra sotto le mani. “C’era un’aria di antica fraternità nel bosco – ha raccontato Vandone – un senso di partecipazione che scaldava più del sole”. 
Le immagini condivise sui social nel tardo pomeriggio hanno immortalato la cura e l’attenzione dedicate a ogni pianta. “Una giornata perfetta per mettere a dimora alberi e arbusti – ha scritto Fausto Pistoja della Lipu – e restituire un po’ di speranza al boschetto devastato dalla furia del meteo. Ci rivediamo tra un secolo”. Tra rovi da tenere a bada e radici ancora timide, ogni albero sembra già voler ringraziare per la nuova vita che gli è stata data. Un piccolo gesto di fede nella natura, capace di restituire speranza e continuità nel cuore dell’autunno, e di ricordare a tutti come sia possibile ricostruire e prendersi cura del mondo che ci circonda.

Massimiliano Farrell