La «fabbrica del gelo» porterà cento nuovi posti di lavoro: cantiere al via in autunno, l’apertura tra un anno
MORTARA - L’ultimo timbro, quello che doveva essere apposto da parte dell’amministrazione comunale, è arrivato il 16 luglio, dopo la giunta riunita presso il municipio di piazza Martiri della Libertà. Per la Gea Alimentari Srl inizia la fase operativa per la realizzazione del suo nuovo stabilimento. Infatti c’è il via libera definitivo al Piano urbanistico attuativo della zona Pip di via Fermi.
Si tratta di un investimento da dieci milioni di euro per creare un maxi impianto dedicato alla produzione di surgelati. I lavori dovrebbero iniziare già dai primi giorni d’autunno. La durata stimata è di circa dodici mesi. Il passaggio formale della scorsa settimana è arrivato dopo l’esame dell’unica osservazione presentata entro i termini di deposito della variante. Sul fronte occupazionale, le stime parlano di circa ottanta, cento assunzioni complessive. Una boccata d’aria fresca per l’indotto del territorio. Infatti la Gea vuole trasferire a Mortara quella produzione che ormai a Parona non aveva più spazi adeguati. Il nuovo impianto, più grande e avanzato, studiato in maniera «modulare», è un concentrato di tecnologia messa al servizio del rispetto dell’ambiente. A spiegare la logica dell’intervento è Davide Brunelli, pianificatore territoriale dello studio Varini e Associati. “La Gea aveva l’esigenza concreta di ammodernare i vecchi impianti. Lo stabilimento di Parona non bastava più – spiega Davide Brunelli - e cercavano un’area idonea. Insieme all’allora sindaco Ettore Gerosa abbiamo individuato questo lotto nella zona industriale di Mortara, che andava a completare un comparto già predisposto per l’impianto produttivo”. Il terreno è statao comprato dalla Gea nel 2025. L’area si estende su una superficie di 38mila metri quadrati, dove sorgerà una fabbrica coperta di circa 8mila metri quadrati. Dentro saranno realizzate le tre principali linee di produzione. Quella per la pizza surgelata, per la pasta e per il pesce pronto.
“L’interno - aggiunge il tecnico - è stato pensato un po’ come una matrioska di celle refrigerate. Si passa dai magazzini di stoccaggio a zero gradi fino ai tunnel di surgelazione profonda a meno venti gradi. Ci sarà una palazzina per gli uffici e degli spogliatoi”.
Ma è sul fronte dell’impatto ambientale che il progetto emerge con tutta la sua portata innovativa. Il tetto sarà quasi interamente coperto da un impianto fotovoltaico capace di coprire circa l’80 per cento del fabbisogno energetico. Le superfici esterne avranno pavimentazioni drenanti, mentre l’asfalto sarà usato solo dove indispensabile per il passaggio dei camion. Sul lato nord verranno messi a dimora alberi e siepi per mitigare il calore nei mesi estivi. Oltre all’ambiente anche le casse comunali avranno dei benefici. L’operazione porterà in dote circa mezzo milione di euro complessivo tra compensazioni e oneri di urbanizzazione. Oltre alla quota monetaria, l’azienda si farà carico di realizzare circa 350 metri di strada asfaltata per collegare via Fermi a via Olevano, completando la viabilità del comparto. Si chiude così una pratica passata per tre gestioni diverse. Avviata sotto l’amministrazione del compianto Ettore Gerosa, gestita temporaneamente dal commissario straordinario Giorgio Franco Zanzi e infine approvata dalla giunta guidata da Fabio Farina.
Luca Degrandi