Mezzana Bigli: esercitazione con 400 volontari della Protezione civile, lo «stress test» simula l'esondazione del Po
MEZZANA BIGLI - Oltre quattrocento volontari di Protezione civile sono stati coinvolti nell’esercitazione nazionale per il rischio alluvionale del bacino del Po che è stata effettuata sabato 27 giugno a Mezzana Bigli. Lo stress test chiamato «Exe Po 2026» ha visto la collaborazione dell’azienda Sipcam Oxon Spa di Mezzana Bigli. Nel corso dell’esercitazione, infatti, è stato simulato uno scenario critico in continuo mutamento e peggioramento, riprodotto naturalmente in condizioni controllate ma che ha prefigurato un possibile incidente causato da eventuali esondazioni del grande fiume. Nello specifico il gestore, con l’indirizzo e il supporto della Protezione civile - così come nell’emergenza - ha messo in atto diversificate e dedicate misure di prevenzione occorrenti per la mitigazione del rischio di danni esterni in uno scenario di allagamento alluvionale dell’impianto. Si è trattato di un’attività sperimentale, che ha rappresentato un importante campo di prova per la successiva definizione degli indirizzi nazionai per eventi di questa natura. Nel corso dell’esercitazione di sabato 27 giugno, è stata simulata, inoltre, la chiusura del ponte ferroviario di Bressana Bottarone e del ponte stradale tra Castel San Giovanni e Pieve Porto Morone, che collega le province di Pavia e Piacenza, per testare il flusso di informazioni tra Prefetture, Sale Operative e gestori, valutando con anticipo gli impatti sulla viabilità in caso di reale necessità. Tale scenario, seguito e monitorato dal Centro coordinamento soccorsi attivato in Prefettura dal prefetto Francesca De Carlini, si è concentrato anche nel Comune di Bastida Pancarana, lungo l’argine del Po, con la simulazione delle procedure di comunicazione del sistema di allertamento, della chiusura delle paratoie delle chiaviche, delle prove di pronto intervento idraulico per la salvaguardia delle arginature.
Il momento esercitativo era stato preceduto da una formazione teorica dedicata ai circa quattrocento volontari di Protezione civile che hanno poi preso parte alle attività simulate, mettendo in pratica le procedure operative di presidio in caso di piena del fiume Po, nell’ambito dell’esercitazione nazionale «Exe Po 2026», organizzata dal Dipartimento della Protezione civile, in coordinamento con l’Agenzia Interregionale per il fiume Po, le Regioni interessate, con il proattivo coinvolgimento delle Prefetture e delle Province insistenti lungo l’intero bacino del Po.
“La simulazione delle emergenze - così Francesca De Carlini, prefetto di Pavia - e la verifica delle capacità di reazione del sistema e dei flussi di comunicazione sono uno dei cardini del nostro sistema di protezione civile con spunti operativi da implementare per la mitigazione dei rischi”.
L’esercitazione ha testato in particolare le misure di prevenzione e mitigazione del rischio a salvaguardia della tenuta e della sicurezza degli impianti industriali a rischio di incidente rilevante in caso di eventi di tipo tecnologico che si possono verificare in occasione a calamità naturali, nello specifico un’alluvione, eventi definiti «Natech - Natural hazard-triggered Technological events».
L’obiettivo dell’esercitazione avvenuta a Mezzana Bigli era testare i flussi di comunicazione, i modelli di intervento, il sistema di allertamento ed il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali, verificare la capacità di risposta del sistema della Protezione civile, le funzionalità dell’allertamento della macchina dei soccorsi in un contesto di simulazione di importanti eventi alluvionali quale quello che, nell’ottobre del 2000, colpì il Nord Ovest dell’Italia.
Riccardo Carena