Donne R/Esistenti in scena contro la guerra
MORTARA - In un tempo attraversato da guerre, conflitti e da una crescente assuefazione alla violenza, arriva un appuntamento che invita a fermarsi e a riflettere. Domenica 9 novembre, alle 16, nella sala conferenze di palazzo Cambieri a Mortara, il Coordinamento per la Pace di Vigevano e Lomellina, di cui fanno parte a Mortara Anpi, Spi Cgil e La Mortara che Vorrei, proporrà il recital teatrale «Come le mani umide nella farina – letture e pensieri di donne contro la guerra».
Lo spettacolo sarà messo in scena dal gruppo teatrale le R/Esistenti, nato nel 2013 con l’obiettivo di dare voce alle donne, alle loro storie e alla loro Storia. “R/Esistenti – raccontano – con una barretta dopo la R, perché crediamo che resistere attivamente, facendo qualcosa che possa migliorare anche di pochissimo la nostra realtà, sia l’unico modo di esistere”. Attrici non professioniste, ma appassionate e consapevoli, le R/Esistenti lavorano in modo collettivo: scrittura, regia e recitazione sono condivise in un gruppo “a geometria variabile”, dove ognuna porta la propria esperienza e sensibilità. Il loro teatro è da sempre impegnato e solidale: gli spettacoli, le letture e le azioni sceniche vogliono “smuovere le coscienze” e raccogliere fondi per progetti di sostegno a donne e ragazze in difficoltà. Nei loro dodici anni di attività, hanno portato in scena spettacoli intensi e di grande impatto, come “Ni una mujer más” contro il femminicidio, “Anna e le donne” dedicato ad Anna Del Bo Boffino, “Pane, Pace e Libertà” sulle vite delle donne partigiane, “La vittima non è perfetta”, “Ma sono soltanto parole”, “Cerotti” e “Ho legato le montagne”.
Il nuovo recital, «Come le mani umide nella farina», nasce come un lavoro corale dedicato alla Pace, in un momento storico in cui, spiegano le attrici, “tanti focolai di odio sono ancora accesi nel mondo ed enormi risorse vengono sprecate per costruire un’economia di guerra”. Attraverso una serie di letture al femminile e azioni sceniche, lo spettacolo racconta lo sgomento e il nostro dolore di fronte alla brutalità dei conflitti. Un viaggio che parte da Lisistrata, la commedia di Aristofane in cui le donne greche si rifiutano di fare la guerra, fino ai nostri giorni, dove ancora si continuano a massacrare innocenti. Ma in nome di cosa? “Nel tempo delirante del conflitto, quando gli orologi impazziscono – spiegano le R/Esistenti – le prime vittime sono i piccoli gesti della quotidianità: la libertà, la pace, l’amore”. La loro è una posizione chiara e coraggiosa.
“Non siamo pacifiste – affermano – siamo contro la guerra. Siamo donne che si arrabbiano, che reagiscono, che non rifiutano il conflitto di idee, ma rifiutano la violenza delle armi e delle potenze”. Il recital si ispira anche all’articolo 11 della Costituzione italiana, che sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa e mezzo di risoluzione delle controversie. Il pensiero delle R/Esistenti e del Coordinamento per la Pace è oggi rivolto in particolare alle donne e ai bambini di Palestina, “vittime innocenti di una ritorsione selvaggia a cui gli Stati, Italia compresa, non stanno ponendo freno, presi come sono a disquisire se si tratti o meno di genocidio”. Lo spettacolo sarà quindi un atto di resistenza civile e culturale, un invito a guardare il mondo con occhi diversi, più umani e più giusti. Come le mani immerse nella farina: fragili ma tenaci, capaci di impastare, con cura e con forza, la speranza della Pace.
Massimiliano Farrell