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MORTARA - Venerdì 30 ottobre all’auditorium il concerto tributo «Shock tra le note» per raccogliere i fondi necessari per l’iniziativa «Mortara Cardioprotetta». Ma, soprattutto, si tratta di un evento pensato nel nome e nel ricordo di Giorgio Villa. Per tutti semplicemente il «Cyborg». Lui, pilastro storico del Comitato locale della Cri, è stato il punto di riferimento per intere generazioni di volontari mortaresi.
A distanza di qualche mese dall’intitolazione della sala addestramento presso la sede di viale Capettini, la «vecchia guardia» del Comitato locale tornano a ricordarlo nell’unico modo in cui avrebbe voluto, unendo la comunità attorno a un progetto concreto per dotare alla città di dispositivi salvavita.
L’appuntamento è fissato per venerdì 30 ottobre, alle 21, sul palco dell’auditorium. «Shock tra le note» è uno spettacolo musicale a ingresso a offerta libera pensato per rendere omaggio a una figura cardine del soccorso locale e per raccogliere circa 3mila euro. La somma è quella necessaria per l’acquisto e la manutenzione di un Dae. La cifra servirà non solo per acquistare un nuovo Dae, ma anche per garantire la teca protettiva e le manutenzioni per i quattro anni successivi, tenendo conto che per legge la batteria va sostituita ogni quattro anni e le piastre ogni due. La serata vedrà salire sul palco nomi di spicco del panorama musicale, dal percussionista Dario Tanghetti a maestri della scena jazz come Rossano Sportiello, Alberto Bonacasa, Marcello Testa e Giuseppe Vitale. Insieme a loro si esibiranno Edoardo Battaglia e la figlia di Giorgio, Alice Villa.
Durante l’intervallo ci sarà spazio per la memoria, ma anche per l’informazione pratica. Gli interventi dei medici Paolo Silva e Luca Caneva, storici amici di Giorgio Villa, offriranno un ricordo personale dell’amico e una dimostrazione pubblica sul corretto utilizzo del defibrillatore automatico. Un gesto che riassume lo spirito di chi ha iniziato a salire in ambulanza nel 1992. Giorgio Villa è diventato il primo monitore 118, ha formato generazioni di soccorritori e continua a rappresentare un esempio e un modello per i più giovani. 

Luca Degrandi