Scout, una vita in cammino per rover e scolte del Gruppo Fse Mortara 1
MORTARA - Se è vero che, come disse papa Francesco, la vita è un cammino, per scolte e rover del Gruppo scout Fse Mortara 1 lo è ancora di più. La particolarità della terza branca, infatti — quella che accoglie ragazzi e ragazze dai 16 ai 23 anni — è quella di mettere proprio al centro del percorso formativo la Strada. Per questo, le giovani scout del Fuoco Cassiopea hanno vissuto, tra il 26 ed il 30 agosto, la tradizionale Route Estiva, ovvero il campo itinerante in cui, zaino in spalla, si scoprono le meraviglie attorno a noi. Quest’anno la meta è stata il Trentino, con un itinerario che è partito da Levico Terme per giungere a Povo. Tra salite e discese, al centro di tutta l’esperienza c’è stata la Comunità di Fuoco, un gruppo di giovani donne che fanno del dono e della fatica il sale della loro vita. Per loro, infatti, condividere la fatica del sentiero che si fa erto è l’ingrediente fondamentale per una felicità autentica, lontana dalle eccessive comodità che intorpidiscono l’animo.
Così, nel susseguirsi dei giorni scanditi dalle attività e dai momenti di condivisione, le scolte hanno imparato a conoscersi meglio, affrontando temi come la tolleranza, la tenacia ed il coraggio, in un percorso che strizza l’occhio a Santa Caterina, la patrona della branca, legandosi quindi indissolubilmente alla fede, che è carne ed azione di gesti concreti per le proprie sorelle e per il prossimo. Anche il Clan ha vissuto la strada nel suo Campo Mobile, ma in maniera diversa. Se le scolte hanno esplorato le cime del Trentino, i rover hanno preferito cimentarsi in qualcosa di nuovo: un’esperienza più fluviale. Ed è proprio da questo desiderio che ha preso vita la navigazione del Sile in canoa, un’avventura che, partendo da Silea, ha condotto i giovani canoisti fino a Venezia.
Attraversare le terre euganee a bordo di piccole imbarcazioni ha rappresentato una vera sfida per i rover, che hanno potuto comprendere il valore delle difficoltà e del saperle affrontare. Sì, perché gli imprevisti che si incontrano navigando, come la necessità di farcela da soli o il saper guidare la propria canoa, hanno un valore che va oltre quello contingente, sono necessari per tutta la vita: non a caso uno dei motti fondamentali del Clan è «Guida da te la tua canoa». Le giornate di campo, dal 3 all’8 agosto, alternavano la navigazione a soste di fortuna su piccoli lembi di spiaggia o isolette, fino a giungere al luogo del pernotto; e proprio in queste occasioni il meritato riposo acquistava un significato ancora più forte, poiché tra gli attimi di ristoro si aveva l’occasione di vivere come una comunità, in cui «nessuno si salva da solo». Questa fratellanza, tipica del Clan, era accentuata dalla necessità di condivisione dettata dal poco materiale disponibile, che doveva rientrare in due piccole sacche impermeabili ciascuno. Alle chiacchierate preparate dai ragazzi si affiancava il percorso di fede, che ha arricchito e scandito le giornate al campo tra Ufficio delle Ore e Veglie. Il culmine del viaggio è stato l’ultima giornata al campo, incentrata sulla visita del capoluogo veneto, a cui si è aggiunto il suggestivo momento della Santa messa, vissuto in comunità all’interno della basilica di San Marco. Sia per il Clan sia per il Fuoco, la vita al campo si articola sulle pattuglie, gruppi di due o tre persone che si organizzano per ottemperare alle necessità logistiche come la tenda, che qualcuno deve sempre trasportare nello zaino, oppure il materiale da cucina e la spesa, che vanno disposti in base alla presenza o meno di supermercati, e così via. Per quanto riguarda invece le attività pratiche, la Branca Rossa è caratterizzata da una forte introspezione e dalla scoperta del perché delle cose: se infatti è vero che da lupetti si impara a fare e da esploratori lo si impara bene, è da rover che ci si comincia a chiedere il motivo delle proprie fatiche. Da qui nasce il cosiddetto libretto, ovvero lo strumento che racchiude tutti gli spunti di riflessione da affrontare durante il campo e che funge da «fil rouge» di tutta l’esperienza.
Proprio nel libretto si affrontano spesso temi come il «Servizio», che rappresenta per rover e scolte una vera e propria missione, un sacrificio per formare i prossimi scout, e che spesso si traduce nella partecipazione attiva e nell’aiuto alle altre branche nei normali sabati di riunione. Ed ora che l’estate è finita e gli errabondi scout sono tornati dai loro cammini, è possibile trovarli tutti i sabati nella sede di via Baroni dalle 15 alle 18, tutti intenti a prestare aiuto ai loro fratelli e sorelle più piccoli o a pianificare la prossima impresa.
Gregorio Lozia