Viaggio nella memoria per i 50 anni dalla nascita di Radio Mortara, l’onda d’urto creata nel giorno «fantasma»
A cinquant’anni esatti dalla sua nascita, la storia di Radio Stereo Mortara è ancora oggi un’epopea che merita non solo di essere raccontata, ma anche di essere (ri)vissuta attraverso le immagini, i filmati e i personaggi che hanno reso Rtm un punto di riferimento per circa trentacinque anni. Nata nel «giorno fantasma» del 29 febbraio 1976, le trasmissioni sulle frequenze dei 99.3 FM si sono interrotte nel 2009.
Ma la storia non è finita in quel lontano 2009. Infatti gli ex deejay si ritroveranno sabato prossimo, 28 febbraio a partire dalle 10 e 30 presso la biblioteca «Francesco Pezza» di via Vittorio Veneto, per riavvolgere il nastro e ascoltare la musica dei ricordi. Sarà una mattinata dedicata al raccontano di episodi inediti e vicende che hanno contribuito a cambiare la vita dei protagonisti della Radio, ma anche quella degli ascoltatori. Le immagini proiettate il video «speciale» mostrato sabato al Civico17 sono a cura di Giuseppe D’Angelo. Assieme a lui saranno presenti molti dei protagonisti di quell’avventura. Le prime voci a inondare l’etere, in quella data ormai lontana 50 anni, furono quelle di Alberto Paglino e Giorgio Tiraboschi, pionieri di un segnale che, nato quasi per gioco, si sarebbe presto trasformato nel motore creativo di una comunità che si riconosceva in RTM. All’epoca la tecnologia non era certo quella di oggi. A fare la differenza non era la dotazione di trasmettitori e mixer all’avanguardia.
Il vero segreto della longevità di Rtm risiedeva nel «materiale umano». Quando ancora nemmeno si poteva immaginare l’esistenza dell’intelligenza artificiale, a fare la differenza era il genio e l’estro delle persone che si avvicendavano ai microfoni. La musica e le canzoni hanno finito per essere un «contorno» rispetto al piatto forte. La portata principale è sempre stata rappresentata dalle trasmissioni, dagli ospiti e dalle personalità che davano sostanza alle onde radio. La coesione di quel gruppo di sognatori fu il vero motore della stazione. Le colonne portanti di questo piccolo miracolo sono state innumerevoli. Per citarne solo alcune: Giancarlo Torti, Gianpiero Savini, Gabriele Bono, Cesare Savini, Angelo Ferrari, Riccardo Tacconi, Carlo Bellancino, Mariuccia Berri, Gigi Sempio, Simone Accardo, Rodolfo Carrera, Luigi Gardella, Luigi Granelli, Luigi Tarantola, Marco Facchinotti, Bruno Romani, Massimo Peruzzini, Carlo Ferrara e Gabriele Ferrari. Tra gli “uomini simbolo” Marco Facchinotti riveste un ruolo particolarmente importante che riporta a galla l’episodio “dell’uomo antenna”, al secolo Massimo Peruzzini. La storia ha dell’incredibile, ma le testimonianze la confermano! Massimo Peruzzini, in versione “uomo antenna” appunto, era in grado di restare per ore sul tetto del celebre locale «Piro Piro» di Cilavegna, sorreggendo fisicamente l’antenna per impedire che il segnale verso Mortara svanisse nel nulla. La fama della Radio era in costante crescita. Sergio Santini è stato per anni l’inviato speciale a Sanremo, capace di veri e propri scoop. Come quando riuscì ad anticipare di qualche minuto rispetto alla diretta della RAI il nome del vincitore del Festival della canzone italiana.
Una «notizia bomba» carpiata nel dietro le quinte e comunicata con una velocità tale da far impallidire la schizofrenica istantaneità dei social media odierni. Nonostante la dimensione locale, la passione era da veri professionisti. La cronaca era il pane quotidiano grazie ad un palinsesto informativo martellante che contava ben 11 edizioni quotidiane del notiziario, l’ultima delle quali a mezzanotte. I risultati sportivi scandivano invece il rito della domenica. Le radiocronache di Luigi «Gerry» Tarantola erano una sorta di replica delle celebri trasmissioni Rai «Tutto il calcio minuto per minuto», ma con più passione e coinvolgimento emotivo. Gli inviati sui campi da gioco costituivano una rete di collegamenti capillare su ogni terreno in cui si disputava un incontro. Il declino e la chiusura di Rtm, per Mortara è stata come la perdita di una finestra sulla città. Sabato 28 febbraio, in occasione del 50esimo anniversario, lo spirito della radio tornerà a soffiare al Civico17 con una carrellata di «vecchie glorie» con tanti aneddoti e immagini, anche inedite.
Luca Degrandi