Una vergogna nel cuore di Mortara: palazzo Lateranense allo sfascio, a rischio un patrimonio di arte e cultura
MORTARA - E’ il manifesto di una gestione fallimentare. Le condizioni indecorose in cui versa palazzo Lateranense sono anche il simbolo del declino di una città che, smarrendo la propria storia, rischia di perdere anche il futuro. La denuncia pubblica e il grido d’allarme sulla situazione di palazzo Lateranense arriva da Giovanni Patrucchi, presidente onorario, oltre che socio fondatore, della sezione lomellina di Italia Nostra. Le foto scattate da Giovanni Patrucchi testimoniano l’abbandono di un monumento violato e vulnerabile. E nulla incarna il disinteresse generale degli enti pubblici nei confronti del Lateranense quanto lo stato in cui versa il busto che raffigura Luigi Travelli. La raffigurazione dell’illustre personaggio a cui è intitolata la scuola media oggi subisce una sorta di “umiliazione”.
La scultura è letteralmente sommersa dalle deiezioni dei volatili, un’immagine scandalosa immortalata nelle fotografie scattate da Giovanni Patrucchi. “Abbiamo anche lamentato sovente, facendo presente lo stato delle cose agli organi preposti, - spiega il presidente onorario di Italia Nostra - come i nostri edifici storici e le emergenze monumentali della città siano lasciati al loro destino ed in balia di ogni offesa, senza un minimo controllo e una minima manutenzione per scongiurarne l’inesorabile declino o il peggioramento dello stato di fatto. Anche quando si fanno minimi interventi, si opera con scarsa cognizione di causa, con personale non adatto e anche senza quei preventivi permessi che le norme legislative impongono. Avremmo diversi esempi da sottoporvi, e avremo modo, in altre occasioni, di entrare più nel merito dei vari casi. Oggi segnaliamo un fatto che offende tutta la città e mette in evidenza quello che abbiamo appena affermato. La nostra Sezione ha recentemente effettuato un sopralluogo all’interno di Palazzo Lateranense. Le foto illustrano particolari del corridoio superiore e lo stato in cui si trova il busto scultoreo di Luigi Travelli, importante personaggio storico della città, che insieme a un altro personaggio locale condivide l’intitolazione delle scuole medie di Mortara, qui «onorato» dalle deiezioni dei volatili. Un’immagine scandalosa, per quello che mostra e ancor più per quello che sottintende. Il busto andrebbe oggi recuperato, ripulito e ricollocato in sede più idonea. Questo indegno spettacolo poteva essere scongiurato con qualche anche sporadico intervento di pulizia e controllo dell’edificio, accertando periodicamente che non ci fossero aperture tali da permettere l’ingresso a estranei e ai piccioni portatori di nefaste conseguenze. Problema quello dei piccioni che investe tutta la città, sul quale, senza successo, siamo altre volte intervenuti. Probabilmente anche il Teatro è nello stesso stato e un sopralluogo per verificare la situazione sarebbe certamente necessario e auspicabile”. Il quadro delineato dalla Sezione Lomellina evidenzia anche la distanza, che ora ha assunto le dimensioni di una voragine, tra l’impegno cinquantennale del volontariato culturale e l’apatia delle amministrazioni che negli anni, senza distinzione di colore politico, si sono susseguite. I soci di Italia Nostra esprimono un profondo “senso di umiliazione” nel vedere i propri sforzi vanificati.
“La situazione attuale vanifica il nostro impegno e ci umilia, al punto di provare disagio, - continua Giovanni Patrucchi - nel timore che passi il falso messaggio che il denaro raccolto tra la popolazione per i vari interventi di recupero, sia stato usato con leggerezza, come per un futile passatempo. Una situazione che offende e disonora, non solo i Soci di Italia Nostra, ma tutta la città e i suoi abitanti. Abbiamo fatto la domanda a chi compete evitare questo stato di cose. Ognuno di noi può darsi anche una risposta e magari puntare un dito; sarebbe comunque inutile. Oggi ad amministrarci c’è un Commissario; invieremo anche a lui questo nostro appello con la speranza che, nei limiti del suo mandato, riesca magari a rimediare qualcosa. E’ a chi verrà dopo, che vorremmo riuscire a trasmettere il nostro accorato appello, affinché finalmente chi ci amministrerà ponga tra i suoi compiti primari, oltre il buono ed efficiente governo della città, che in fondo è il minimo che si richiede, anche la conservazione, manutenzione e il recupero del patrimonio storico-artistico, trovando una favorevole destinazione d’uso per manufatti pregevoli oggi lasciati all’abbandono, senza una minima idea o progetto per il loro futuro, e vigilando affinché la vergogna che oggi denunciamo non si ripeta più. Un’amministrazione che sappia anche attivarsi con impegno per accedere a quei fondi, e sono tanti, che molti organismi sia pubblici che privati destinano proprio a questo settore e a queste emergenze, ma che la nostra città, guarda caso, non riesce mai ad intercettare”.
l.d.