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Che fine farà il progetto della realizzazione di un campus dello studente nell’area dell’ex Enel? C’è anche questo «dossier» sulla scrivania del commissario Giorgio Franco Zanzi (nella foto). Una gatta da pelare che si aggiunge al nutrito elenco dei problemi che «l’uomo della provvidenza» cercherà di risolvere nei mesi (fino a primavera) previsti dal suo mandato. Infatti l’investimento milionario (soldi promessi dalla Regione) che sarebbe dovuto essere stanziato per realizzare nuovi servizi nelle aree depresse (come la Lomellina) è arenato da mesi. 
Nel 2022 il super finanziamento era stato annunciato con le trombe dell’Aida. La Regione aveva promesso una pioggia di milioni (ben 14 in totale) per finanziare alcuni progetti pensati per il rilancio del territorio. Strutture e servizi capaci di innescare il fenomeno del cosiddetto contro esodo verso una Lomellina desertificata di cittadini. Gli italiani scappano da i luoghi senza infrastrutture, senza servizi, senza strade, senza lavoro. Il presidente Attilio Fontana e la sua giunta vorrebbero invertire la rotta aiutando le zone disagiate. Peccato che poi la stessa Regione abbia via via piantato una serie di paletti che hanno allontanato ulteriormente il traguardo individuato dal compianto Ettore Gerosa. Era stata sua l’idea di realizzare, grazie ai soldi della Regione, un campus per gli studenti presso l’area dell’ex Enel. Dopo tre anni nulla di tangibile si è ancora visto. I progetti restano ancora sulla carta. Per incassare i primi finanziamenti, se tutto va bene, il Comune dovrà attendere il 2026. Il commissario, però, deve anche aggiustare il tiro e correggere dettagli che fanno tutta la differenza del mondo. Esattamente quella che intercorre tra avere una pioggia di euro e non avere il becco di un quattrino. 
“Non c’è motivo – spiega Giorgio Franco Zanzi - per alterare l’impianto progettuale elaborato fino a questo momento dalla parte politica. Se dei cambiamenti verranno apportati sarà solo per adeguare i documenti prodotti alle indicazioni che arriveranno dagli enti di secondo livello come Provincia e Regione”. Da Milano, dove sono state visionate con molta attenzione le schede progettuali, già in una prima occasione erano stati riveduti e corretti alcuni dettagli. Anche in questa seconda fase è necessario fare dei cambiamenti. Un esempio. Per la gestione della struttura didattica il Comune aveva ipotizzato una collaborazione con con le università. Tra queste c’era anche l’ipotesi di coinvolgere quella del Piemonte orientale. Una scelta bocciata da Regione Lombardia. Infatti dal «Pirellone» vogliono che vengano coinvolte solo università lombarde, escludendo quelle fuori regione. Che siano cavilli o regole di buon senso, la sostanza non cambia. Anche per quest’anno i soldi arriveranno (forse) l’anno prossimo. 

Luca Degrandi