Mortara, sicurezza: il Prc vuole il vigile di quartiere e prova a spegnere la paura per «l’uomo nero»
Rifondazione Comunista prova a spegnere la paura dell’”uomo nero” e a proporre alcune soluzioni, forse un tantino ambiziose da realizzare, per contrastare il problema dell’insicurezza in città. Alcuni recenti episodi di microcriminalità avvenuti nelle ultime settimane di agosto hanno riportato il tema della sicurezza al centro del dibattito cittadino, quantomeno sui “social”.
Tra i cittadini cresce la preoccupazione, mentre nel confronto politico si contrappongono visioni diverse sulle cause del fenomeno e sulle possibili soluzioni. Secondo Rifondazione Comunista, che ha diffuso un comunicato firmato da Max Farrell e Giuseppe Abbà, non si può ridurre il problema a una questione etnica. “Microcriminalità ed immigrazione non si equivalgono — sostengono Abbà e Farrell — l’insicurezza è un fenomeno complesso che nasce anche dalla carenza di presidi sul territorio e dalla mancanza di politiche di prevenzione”. Il Prc sottolinea come Mortara non disponga più di un presidio della Polfer in stazione e come diversi uffici pubblici abbiano subito chiusure o ridimensionamenti. Vengono inoltre citati i tagli alla sanità e le difficoltà legate all’illuminazione pubblica, dopo la privatizzazione del servizio. Rifondazione indica una serie di interventi considerati prioritari. “Chiediamo l’istituzione di un vigile di quartiere come figura di prossimità – affermano Abbà e Farrell – il ritorno del presidio Polfer e maggiore presenza di personale ferroviario in stazione, la riapertura o il potenziamento di uffici e servizi, dal pronto soccorso alle poste, un piano di riqualificazione per l’illuminazione pubblica, iniziative culturali e sociali per rivitalizzare centro e periferie, percorsi di prevenzione e recupero legati alle tossicodipendenze, dialogo e integrazione con le comunità immigrate, e infine regole più stringenti per contrastare il gioco d’azzardo”.
Gli esponenti di Rifondazione richiamano anche alcuni casi legati alla gestione dei centri di accoglienza in città, come la cooperativa Faber, finita sotto indagine per truffa, falso ideologico e frode. Secondo il Prc occorrerebbe “garantire trasparenza e legalità” in questo settore, valorizzando invece esperienze considerate positive come il Cpia, che offre corsi di istruzione per adulti e opportunità di integrazione. Il partito lega infine il tema della sicurezza anche a quello della cosiddetta “desertificazione urbana”.
“Negli ultimi anni – concludono Abbà e Farrell – abbiamo assistito alla chiusura di numerosi esercizi di vicinato, tagli alla sanità e trasformazioni urbanistiche che, con la realizzazione di grandi supermercati, hanno impoverito il tessuto sociale cittadino”.