Radio Mortara, la storia della «direttissima»: Gigi Rizzaghi tiene duro per 50 ore
Non è un tipo da restare senza parole. Anzi, la parlantina gli ha persino fatto conquistare un record (e diversi premi!). Infatti Luigi Granelli quando decideva di indossare i panni del deejay, si trasformava in una specie di supereroe chiamato «Gigi Rizzaghi».
Ed è in questa veste che all’alba degli anni ‘80, ai microfoni di Radio Mortara, l’inarrestabile speaker mortarese, ancora lontano dalla politica locale, ha partecipato alla «record race»: una gara di «resistenza» pensata per incoronare la diretta radiofonica senza sosta più lunga.
Fino a quel momento lo scettro era in mano ad un colosso come Radio 105, il cui deejay era stato ininterrottamente al microfono per 48 ore. Poi tutta la famiglia di Rtm si è schierata accanto a Luigi Granelli (nella foto), deciso a battere il primato nazionale. Detto fatto, il nuovo record fu stabilito con 50 ore di diretta radiofonica, tutte targate «Gigi Rizzaghi». Il supereroe aveva centrato l’obiettivo.
Un’impresa che gli valse fama (veniva poi invitato alle serate organizzate dalle discoteche), un premio economico (diviso con la famiglia di Radio Mortara) e anche un riconoscimento conferito da parte dell’amministrazione comunale. Peccato che la medaglia d’oro fu poi rimpiazzata con una realizzata con un materiale meno nobile. Però Granelli conserva ancora la «coppa» realizzata da Rtm. “Eravamo molto organizzati e determinate a stabilire il nuovo record – racconta Luigi Granelli –. Non mancava anche il supporto medico affidato al compianto Ettore Gerosa. Ogni quattro ore di trasmissione avevo diritto, da regolamento, a 15 minuti di pausa. Per restare attivo, più che caffè, mangiavo brioches, per avere sempre zuccheri ed energia. Nel corso della lunga diretta mettevo dei dischi, ma non solo. C’erano dei quiz che coinvolgevano gli spettatori. Anche nelle ore notturne la trasmissione si manteneva interattiva. Persino nel cuore della notte ero seguito e ascoltato. C’era tanta curiosità e poi molte persone volevano sostenere l’impresa partecipando alla lunghissima diretta. Al termine delle cinquanta ore di diretta ho avuto le energie per passare ancora del tempo al bar con gli amici. Poi, una volta a casa, sono crollato. Me lo ricordo ancora perfettamente: ho dormito per 17 ore consecutive”.
Luca Degrandi