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Dalla polvere al digitale: la memoria storica della città è più viva che mai grazie al progetto culturale condotto dalla biblioteca «Francesco Pezza» ed elaborato dalla sua responsabile, Antonella Ferrara. Nel corso del 2025 Regione Lombardia ha finanziato con la somma di circa 9mila euro l’iniziativa chiamata «Il Novecento a Mortara. Progetto di inventariazione della sezione novecentesca dell’Archivio Storico Comunale (1898-1925)». 
Non si tratta di una banale operazione di riordino di depositi polverosi. Si tratta, al contrario, di un atto politico e strategico di recupero dell’identità cittadina. In un presente dominato dalla volatilità dell’informazione, che dura nel tempo quanto uno «short» di Instagram e YouTube, la catalogazione scientifica del patrimonio culturale costituisce una pietra angolare sulla quale (ri)costruire un sentimento di consapevolezza sociale e culturale. 
Sul finire dell’anno sono state riportate alla luce documenti che vanno molto oltre i semplici adempimenti amministrativi. Il materiale, inerente al periodo compreso tra il 1898 e il 1925, rappresenta la sedimentazione storica dei processi locali. L’archivio storico comunale, grazie all’impegno diretto di Antonella Ferrara, ha cessato di essere un’entità statica per farsi officina di cittadinanza, maestra di insegnamenti alla portata degli studenti, luogo di incontro e protagonista di una mostra «itinerante». Il cuore pulsante dell’operazione ha riguardato il riordino fisico, comprensivo di pulizia e conservazione, dei fascicoli originali. Poi c’è stata la fase di digitalizzazione del materiale. Un passaggio che ha reso i dati accessibili in modo rapido e semplificato. Su esplicito impulso della soprintendenza archivistica della Lombardia, c’è stata anche una revisione strategica dell’inventario ottocentesco. Dalla ricerca è nata anche la mostra «Il profondo sforzo di rifare la vita», allestita presso la «Francesco Pezza» dal 21 ottobre 2025 al 8 novembre 2025. Sotto la direzione scientifica dell’archivista Marta Bonzanini, l’esposizione ha trasformato il dato d’archivio in un percorso vivo e appassionante. Un momento culminante di questo processo è stato la conferenza di presentazione del 22 novembre 2025, che ha svelato alla cittadinanza i tesori documentari recuperati. Ne sono seguite 15 visite guidate rivolte agli studenti dell’Istituto «Angelo Omodeo» e della scuola primaria «Teresio Olivelli». 
L’aspetto più innovativo del progetto è stata la capacità di varcare le soglie del Civico17 per entrare nella Rsa «Marzotto». Attraverso il «percorso dei ricordi», che si sono svolti l’11, il 18 e il 25 novembre 2025, le copie dei documenti sono stati esposti in una mostra «fuori porta». La rilevanza del progetto è stata suggellata dalla visita del Matteo Marzotto, figlio di Marta Marzotto, che ha lasciato una dedica autografa sul Quaderno dedicato alla mostra (Il profondo sforzo di rifare la vita).

Luca Degrandi