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MORTARA – Un danno enorme. Nella notte tra giovedì 20 e venerdì 21 novembre, un incendio si è sviluppato all’interno di Tuttosci, punto di riferimento per gli appassionati degli sport invernali di tutto il nord Italia. La prima stima dei danni è impressionante: centinaia di scarponi, probabilmente 300 (molti andati in fumo e tanti vistosamente danneggiati), altrettanti sci completamenti anneriti, coperti da uno strato di fuliggine. Il rogo si è sviluppato nella notte, generato probabilmente da un corto circuito, ed è stato scoperto nella mattina di venerdì 21 novembre, verso le 6.
Volto storico di Tuttosci è Gianni Romé, uno dei ‘bootfitter’ più esperti d’Italia, che nel settembre dello scorso anno aveva ceduto l’attività al giovane Nicola Camussoni. Chiaramente Romé resta in quella che è la sua seconda casa, nello stabile che affaccia su piazza Silvabella. “L’incendio ha vanificato anni di lavoro. – queste le parole a caldo di Gianni Romé – Ripristineremo tutto nel più breve tempo possibile. Comunque non molleremo mai!”. E nella mattinata di venerdì è iniziata la corsa contro il tempo per ripristinare la situazione: la stagione sciistica sta iniziando e clienti da tutto il nord Italia sono in arrivo a Mortara. Così sabato mattina Tuttosci ha riaperto i battenti. Con gli occhi segnati e il sorriso sulla bocca, il tandem Camussoni – Romè ha accolto gli appassionati della neve. Il primo sciatore è arrivato da Canelli, forse ignaro di quello che era successo. E il viavai non si è più fermato. “Abbiamo avuto danni notevoli e dovremo fare i conti per mesi con il disastro creato dal rogo. – puntualizza Romè – Una cosa è certa: ripartiamo più carichi di prima”. Oltre ai danni legati a scarponi e sci, bisogna fare i conti con i serramenti da cambiare, i macchinari da ripristinare e le solette da verificare. Dalla mattinata di sabato, Tuttosci è diventato un frullatore: da una parte si accolgono i clienti, nuovi e vecchi amici che tornano prima di affrontare la lunga stagione sciistica, dall’altra si lavora per togliere il nero che si è depositato nel laboratorio al primo piano. Oltre alla sciolina, Romè e Camussoni hanno saputo dimostrare che sanno usare (e bene!) anche l’olio… di gomito.