Il ricordo in musica di Mauro Ziglioli a 15 anni dalla prematura scomparsa
Doppio appuntamento per la quattordicesima edizione dell’Autunno musicale laurenziano. Ci sarà, ovviamente, il tradizionale concerto di Natale: l’appuntamento è in programma il 20 dicembre e porterà con sé un regalo tutto «rosa» per la platea mortarese. Oltre alla Corale laurenziana, il concerto natalizio avrà come protagoniste le voci del corto «Viva Voce» di Donnas. Il coro valdostano, composto unicamente da voci femminili, si alternerà con la Laurenziana nelle più conosciute ed emozionanti melodie natalizie.
Il primo appuntamento dell’Autunno musicale laurenziano, però, è sicuramente quello più carico di emozione. Sabato 29 novembre, nella basilica di San Lorenzo, si terrà il concerto «In memoriam» nel quindicesimo anniversario della tragica scomparsa di Mauro Ziglioli. Sarà una serata carica di affetto e di ricordi. A rendergli omaggio le voci dei cantori della Laurenziana, con il ritorno di alcuni di loro che negli ultimi anni, per i più svariati motivi, non hanno potuto continuare a prestare la propria voce per animare nel canto le celebrazioni liturgiche in basilica. Ma non solo: al grand’organo Mascioni si alterneranno Damiano Scainelli, attuale organista della Corale, Mattia Paganini, ex organista della Laurenziana, e il pianista mortarese Alessandro Marangoni. Tre gli strumentisti che parteciperanno alla serata commemorativa del 29 novembre: Roberto Villani alla tromba, Mara Pacini Vay al trombone e il maestro Claudio Guida al sax tenore.
Classe 1951, storico organista della Laurenziana e fine compositore di musica sacra, stimato docente di Matematica e Fisica presso l’istituto Omodeo, mortarese doc impegnato a dare lustro alla cultura musicale – e non solo – della città, Ziglioli ha perso la vita nell’estate 2010, in Francia. Era in pensione da un anno e aveva potuto dedicarsi totalmente a quella che era la sua seconda famiglia: la “sua” Laurenziana.
L’incidente
Nell’estate di 15 anni fa si trovava Oltralpe, nei pressi di Tours, una città della valle della Loira, mentre viaggiava in compagnia di una coppia di amici residenti a Varallo Sesia. Il tragico schianto è avvenuto a Saint-Avertin, il 4 agosto 2010. A seguito del terribile impatto con l’auto di una giovane coppia di francesi (rimasta praticamente illesa) ha perso la vita anche l’amica che viaggiava in coppia con il marito. All’arrivo dei soccorritori le condizioni di Mauro Ziglioli erano apparse subito gravissime, tanto da richiedere l’intervento di un mezzo dell’elisoccorso per il trasferimento all’ospedale di Tours. Dove, però, il docente mortarese era arrivato ormai senza vita.
Per contattare l’Italia dalla Francia è stato composto l’ultimo numero che appariva nella memoria del telefono cellulare di Ziglioli, ed era quello dell’amico di sempre Santino Invernizzi, il suo vero fratello, quello che il destino non gli aveva dato in famiglia, ma che la vita gli aveva donato.
La notizia dell’improvvisa scomparsa di Mauro Ziglioli ha provocato un’autentica ondata di commozione e cordoglio in città, soprattutto all’interno della comunità parrocchiale di San Lorenzo, oltre che del mondo scolastico. La camera ardente è stata allestita presso l’oratorio San Luigi, in piazza Monsignor Dughera, il 10 agosto si è svolta la veglia di preghiera e, il giorno dopo, il rito funebre in basilica.
La Schola
Il ricordo e la memoria del maestro Mauro Ziglioli competono in primis alla Laurenziana, la sua vera seconda famiglia e, dopo la scomparsa di papà Luigi e di mamma Francesca, la sua unica famiglia. Fu proprio lui, in stretta sinergia con Santino Invernizzi, a coniare la denominazione di “Corale Laurenziana”, raccogliendo i cantori della primitiva «Schola Cantorum S. Cecilia», fondata da monsignor Luigi Dughera nel 1920.
"Occorre anche sottolineare che fin dalla seconda metà degli anni cinquanta, - ricorda Santino Invernizzi – all’età di otto anni, Mauro fece parte del sodalizio corale di San Lorenzo come «voce bianca» e aggiungere che, da allora in poi, non l’abbandonò più, neppure quando passò naturalmente la stagione della voce puerile: osservava, quasi rubandoli, tutti i segreti degli organisti che sedevano alla consolle del grand’organo «Mascioni»; rimaneva impietrito di fronte a chi lo suonava, in modo particolare contemplando le esecuzioni e la tecnica del grande maestro Mario Corti".
La Corale
Così quando il canonico prevosto don Mario Calvi, forse spinto da una intuizione dello Spirito Santo, conoscendo il percorso di studio del pianoforte da parte di Mauro, nell’autunno 1970, lo convocò, insieme con l’amico Santino Invernizzi, chiedendo loro con tono imperativo di prendere in mano le redini della Schola Cantorum della basilica, fu Mauro il primo ad accettare e a raccogliere un’eredità artistica con il coraggio che solo l’entusiasmo giovanile e la grande passione per la musica avrebbero permesso di sostenere.
"Non ebbe timore di misurarsi con un passato musicalmente ricco e fecondo nel campo sacro e liturgico, - aggiunge Invernizzi – ma che ormai, anche per la trasformazione in atto avviata dal Concilio Vaticano II, rischiava di rimanere solo consegnato alla storia, senza avere continuità e attualità, specie sul piano della liturgia, finalità su cui si fondava l’attività della «Schola Cantorum»". Ziglioli con Invernizzi, supportato dall’aiuto formativo del nuovo parroco, monsignor Luigi Cacciabue, decise di condurre la Corale sull’arduo cammino del cambiamento, assimilando le nuove prospettive per concretizzarle in programmi nuovi, di più ampio respiro ecclesiale e liturgico, che la Schola Cantorum, rinnovata anche nella denominazione di “Corale Laurenziana”, ha saputo eseguire, addirittura ampliando il repertorio anche in campo concertistico.
Compositore
Dagli anni Settanta il maesto Ziglioli maturò pure la sua naturale vena di compositore di musica sacra: sulla scorta della formazione musicale ricevuta e dell’esperienza di organista accumulata, Mauro Ziglioli ha dato prova di una singolare creatività, scrivendo partiture destinate alla sua Laurenziana concepite sia come concertazioni a quattro voci miste, sia come dialoghi tra le varie sezioni vocali, sia come strutture salmistiche con ritornelli corali e strofe lasciate alle singole voci. In quarant’anni, tra il 1970 e il 2010, ha composto quattro «Messe» per solo coro o per solisti e coro, e una decina tra mottetti, cantici e inni, tra i quali spiccano le due composizioni in onore di Santa Veneranda, la prima del 1975 «Veni, Sponsa Christi» e la seconda “Vieni, o Veneranda” del 2005, il mottetto «Vergine e Madre» del 1978, che con il «Tota pulchra» del 2000 attesta la sua venerazione per la Vergine Maria; infine i due brani dedicati ai novelli sacerdoti della Comunità Laurenziana: il «Tu es Sacerdos» del 1973, composto per l’ordinazione del mortarese don Piergiorgio Valdonio, e il “Canto Sacerdotale” del 1990, scritto e dedicato a monsignor Paolo Rizzi ordinato in quell’anno sacerdote. «Tra tante pagine frutto della creatività compositiva – precisa Invernizzi – non tutti sanno che è suo pure l’inno che la comunità di San Lorenzo eleva alla «Madonna delle Grazie», tanto venerata nella nostra basilica. Alle molte Composizioni si affianca un’incredibile serie di adattamenti e revisioni di brani classici, lirici e liturgici finalizzati all’esecuzione da parte della «Laurenziana». Era convinta abitudine di Mauro dichiarare: “Compongo musica solo per il mio coro: se non ci fosse la Corale Laurenziana ad eseguire le mie composizioni, esse rimarrebbero soltanto dei segni sterili sulla carta”.
Mauro si schermiva con modestia di fronte ai complimenti per le sue esecuzioni: “Non sono né compositore né organista, ho bisogno di emozioni forti per comporre e suonare; allora mi rendo conto di essere solo uno strumento, l’ispirazione mi viene dall’alto”».
Educatore
Una vita, quella di Mauro Ziglioli, certamente spesa per, con e nella musica, ma non solo. Il suo secondo amore fu quello dell’insegnamento, che intraprese subito dopo la laurea in Matematica, rinunciando a proposte forse economicamente più allettanti, ma vuote di quella componente di «missione» che Ziglioli avvertiva invece nella professione di docente formatore ed educatore dei giovani: a loro dedicò ogni sforzo didattico e umano per indurli a conoscere e ad amare, attraverso la disciplina della Matematica, materia per molti ostica, non soltanto la realtà fisica e materiale, ma anche la sfera dell’astrazione, quella metafisica, spirituale, amore che Mauro Ziglioli incarnava nella sua profonda Fede cristiana.
Il concerto
"Proprio alla Fede di Mauro, - conclude l’amico di sempre Santino Invernizzi – basata sulla convinzione che essa sola sa aiutarci a comprendere i «segni» attraverso i quali Dio manifesta il suo progetto su ciascuno di noi, si ispira il ricordo che la «Corale Laurenziana» gli dedica con il Concerto “In Memoriam” del prossimo 29 Novembre, per cogliere la solidità e la profondità della sua Fede, alimentate, maturate in seno alla Comunità cristiana di San Lorenzo ed attestate da Mauro stesso attraverso le sue composizioni sacre".
Oltre ai brani più suggestivi musicati dal maestro Ziglioli, verranno riproposti, in prospettiva storica, i brani più rappresentativi del repertorio della «Laurenziana» degli ultimi cinquant’anni e sarà ricordata la sua innata passione per il melodramma, le cui pagine più famose egli ha tanto amato, studiato ed eseguito al pianoforte e all’organo: sotto l’esperta guida dell’indimenticato Don Giovanni Zorzoli, Mauro comprese che anche le pagine più toccanti delle opere liriche, affidate a voci singole o al coro, lasciano trasparire la mano di Dio, che si servì proprio del talento dei grandi musicisti per ispirare melodie che sapessero infondere o far riscoprire la Fede in chi le ascoltava.