Case popolari: in via Schinelli è come vivere tutti i giorni dentro a un film dell’orrore
MORTARA - Muri scrostati, muffa alle pareti, blatte nei corridoi ed escrementi di piccioni sui balconi. È questa la quotidianità che i residenti delle case popolari di via Schinelli a Mortara denunciano da anni, senza ottenere risposte concrete. Le segnalazioni parlano chiaro: la manutenzione ordinaria è ormai un lontano ricordo. Gli scarafaggi e le blatte si annidano tra le crepe dei muri e salgono lungo le scale, mentre ai piani alti i balconi sono invasi da escrementi di piccioni. Quello che dovrebbe essere un luogo di sicurezza e dignità per decine di famiglie è diventato un simbolo di abbandono istituzionale. Ma non è solo una questione di degrado estetico. Dopo alcuni decessi di inquilini, gli appartamenti non sarebbero mai stati bonificati né sanificati.
“Lasciano tutto aperto e sporco, senza alcuna disinfezione. È un pericolo per la salute. Viviamo in condizioni indegne - racconta un inquilino, esasperato - nelle scale girano scarafaggi e insetti, e le fogne non vengono pulite da più di tre anni. Ci tocca farlo da soli, a nostre spese. Ci sono appartamenti liberi da anni, ma Aler non li ristruttura. Restano vuoti, inutilizzabili, mentre decine di famiglie in città aspettano una casa”.
Molti alloggi risultano sfitti perché inagibili, con infissi distrutti, porte che non si chiudono e muffa diffusa. Nonostante ciò, i condomini continuano a pagare spese condominiali che non corrispondono a nessun servizio.
“Non esiste una manutenzione, non c’è pulizia delle scale - spiegano gli abitanti - eppure le bollette arrivano. Tutto è a carico nostro. Ci troviamo le blatte in cucina, sulle scale, anche nei letti dei bambini”.
Tra i casi più gravi, quello di una signora al terzo piano costretta a usare una bombola d’ossigeno. L’ascensore non c’è e, nonostante le difficoltà respiratorie, la richiesta di trasferimento al piano terra è rimasta inascoltata.
“Ogni volta che deve uscire e rientrare a casa le scale la sfiancano - raccontano i vicini - ma nessuno interviene”.
Una storia che fotografa la mancanza di attenzione verso le persone fragili, un obbligo che chi gestisce le case popolari non dovrebbe mai dimenticare. Nel cortile, le piante sono piegate e ricurve, probabilmente dopo le trombe d’aria che hanno colpito Mortara negli anni passati.
“Non sappiamo se sono sicure - spiegano - nessuno è venuto a controllare”.
Anche i citofoni sono guasti e alcune porte d’ingresso sono state divelte dal vento, ma mai riparate. I residenti puntano il dito contro Aler, l’Azienda lombarda per l’edilizia residenziale, accusata di un silenzio prolungato e di mancanza di interventi.
“Da almeno tre anni non vediamo nessuno - affermano gli abitanti di via Schinelli - Aler non si fa viva, e quando segnaliamo i problemi ci rispondono che non ci sono fondi. Ma la dignità non ha bisogno di fondi: ha bisogno di attenzione e rispetto”.
Intanto, il degrado cresce, le case si svuotano e il rischio sanitario aumenta. Le richieste di aiuto rimangono sospese tra le promesse e l’indifferenza, mentre chi ci vive continua a convivere con muffa, insetti e paura. Un grido d’allarme arriva dal cuore delle case popolari di Mortara, dove la dignità degli inquilini sembra ormai un diritto dimenticato. Le istituzioni locali, informate più volte, rimbalzano la responsabilità all’ente regionale. Nel frattempo, via Schinelli resta un luogo dove i cittadini pagano per vivere in condizioni da terzo mondo. Il diritto a una casa dignitosa è sancito dalla Costituzione, ma a Mortara, come in tante altre realtà lombarde, resta lettera morta. Gli abitanti di via Schinelli non chiedono privilegi: chiedono che lo Stato, attraverso Aler, faccia il proprio dovere. Bonificare, sanificare, riparare, ascoltare. Finché ciò non accadrà, queste mura continueranno a gridare silenziosamente l’abbandono di un intero sistema.