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MORTARA - Le montagne della Val Vigezzo si confermano, ancora una volta, una straordinaria palestra di vita, inclusione e crescita personale. Si sono conclusi i soggiorni estivi in montagna che hanno visto protagonisti i ragazzi di Anffas Mortara, accompagnati dagli operatori della cooperativa sociale «Come Noi».
Due turni intensi, carichi di energia, che hanno trasformato la quota alpina nello scenario perfetto per superare barriere fisiche ed emotive. Il primo turno, che si è concluso attorno al 10 giugno, aveva già tracciato la strada: giornate intense fatte di risate, scoperte e, soprattutto, di una profonda conoscenza reciproca. Ma è con il rientro del secondo gruppo, avvenuto proprio nei giorni scorsi, che il bilancio dell’esperienza si fa ancora più profondo e commovente. A raccontare il valore di questo doppio appuntamento è Elisabetta Amiotti, presidente della cooperativa «Come Noi», che mette l’accento sulla forza dei legami nati tra le vette. Se ogni anno la montagna riserva sorprese, l’edizione appena conclusa ha assunto un significato storico per molti dei partecipanti. Per diversi ragazzi e operatori, infatti, questa vacanza ha rappresentato un debutto assoluto, vissuto con modalità e sfumature differenti. Per qualcuno è stata la primissima esperienza sul campo nelle vesti di operatore. Per qualche ragazzo ha rappresentato la prima, indimenticabile vacanza della propria vita. Per altri ancora è stato il primo soggiorno prolungato lontano da casa e dai genitori. “Insieme abbiamo scoperto che vale sempre la pena di spingersi oltre un limite che ci pareva invalicabile - dichiara con orgoglio la presidente Elisabetta Amiotti - ci siamo scoperti più forti, abbiamo trovato nuovi amici e, quasi senza rendercene conto, abbiamo progettato il nostro futuro investendo sul legame più importante che esiste: quello che nasce e cresce nelle relazioni tra le persone”.
L’esperienza in alta quota si è rivelata la perfetta applicazione pratica di una filosofia di vita legata alla solidarietà e alla cordata. Non a caso, il filo conduttore di queste settimane è racchiuso nelle parole di un’icona dell’alpinismo mondiale, Reinhold Messner: «In montagna non si va per superare gli altri, ma per superare se stessi insieme agli altri».
I ragazzi di Anffas e gli educatori di “Come Noi” hanno fatto propria questa massima, dimostrando che il vero successo non sta nell’arrivare primi in cima, ma nell’arrivarci insieme, sostenendosi a vicenda nei momenti di fatica e festeggiando uniti ogni piccolo, grande traguardo. Il rientro a Mortara porta con sé inevitabilmente un pizzico di nostalgia, ma soprattutto una straordinaria carica di gratitudine.
“A rivederci care montagne - conclude Elisabetta Amiotti - e grazie per il patrimonio di gioia, scoperta e serenità che sapete regalarci ogni anno”.
I bagagli sono stati disfatti, ma il futuro dei ragazzi oggi è decisamente più ricco e consapevole.

Massimiliano Farrell