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SANT’ANGELO – Dall’asfalto dissestato alle vibrazioni provocate dal passaggio dei mezzi pesanti, fino alle crepe segnalate negli immobili che si affacciano sulla strada. Sul caso della provinciale 596, nel tratto di via Mazzini a Sant’Angelo, il Comune ha deciso di alzare il livello del confronto con la Provincia di Pavia, chiedendo formalmente l’attivazione del potere sostitutivo previsto dalla legge in caso di inerzia dell’amministrazione.
La richiesta porta la data del 24 agosto ed è stata indirizzata al responsabile del potere sostitutivo della Provincia di Pavia, con comunicazione per conoscenza anche alla Prefettura. Il motivo è il mancato riscontro, entro i termini previsti, a un’istanza che il Comune aveva presentato quasi due mesi prima, il 26 giugno, chiedendo documenti e verifiche sulla situazione della SP596.
«Il mancato rispetto dei termini da parte della Provincia arreca un danno grave all’azione del nostro Comune – commenta il sindaco Matteo Grossi – perché ci impedisce di dare risposte chiare ai cittadini e di verificare l’esistenza di pericoli concreti per la pubblica incolumità. Non possiamo accettare che le segnalazioni sui rischi per le case e la sicurezza stradale finiscano in un cassetto».
La vicenda nasce proprio da quella prima comunicazione. Con la nota protocollata con il numero 1771, l’Amministrazione santangelese aveva chiesto al Settore Viabilità della Provincia un sopralluogo tecnico tempestivo per verificare le condizioni della carreggiata di via Mazzini. Nella lettera il Comune descrive la sede stradale come «fortemente dissestata» e sostiene che da anni non sarebbero stati effettuati interventi di manutenzione o asfaltatura, evidenziando possibili condizioni di pericolo per automobilisti, pedoni e, più in generale, per chi utilizza la strada. 
Ma il problema dell’asfalto è soltanto una parte della questione. Al centro dell’iniziativa del Comune c’è anche l’aumento del traffico pesante che interessa via Mazzini in conseguenza di ordinanze viabilistiche richiamate nella precedente comunicazione. Secondo quanto riportato dall’Amministrazione, il passaggio dei mezzi pesanti avrebbe determinato un incremento delle sollecitazioni sulla strada e sugli edifici prospicienti. I residenti avrebbero segnalato fenomeni di vibrazione e sollecitazioni strutturali, accompagnati in alcuni casi dalla formazione di crepe negli immobili.
Da qui anche la richiesta, definita urgente dal Comune, di poter accedere alla documentazione relativa alla valutazione dell’impatto acustico prodotto dalle modifiche alla viabilità e dal conseguente incremento dei mezzi pesanti. Il materiale dovrebbe consentire all’Amministrazione comunale di approfondire non soltanto il problema del rumore, ma soprattutto l’eventuale esistenza di condizioni in grado di creare un pregiudizio alla pubblica incolumità.
Il nodo che ha portato Sant’Angelo a compiere il passo successivo è però quello dei tempi. Nella lettera del 24 agosto il sindaco Matteo Grossi mette nero su bianco che, a quella data, erano già trascorsi i 30 giorni previsti dalla legge senza che la Provincia avesse consegnato la documentazione richiesta e senza che fosse stato notificato un formale provvedimento di diniego o di differimento dell’accesso agli atti.
Una situazione che, secondo il Comune, provoca conseguenze dirette sulla capacità dell’Amministrazione di affrontare il problema. Nella richiesta viene infatti evidenziato come il mancato rispetto dei termini impedisca al Municipio di proseguire l’iter, fornire chiarimenti ai cittadini e soprattutto acquisire gli elementi necessari per stabilire se esistano oppure no condizioni tali da mettere a rischio la sicurezza pubblica.
È a questo punto che entra in gioco il cosiddetto potere sostitutivo. Il Comune ha invocato l’articolo 2, comma 9-ter, della legge 241 del 1990, chiedendo che il responsabile individuato dalla Provincia intervenga per superare l’inerzia del procedimento e portare a conclusione la pratica. La richiesta è che il procedimento venga definito entro un termine pari alla metà di quello originariamente previsto, consentendo a Sant’Angelo di accedere finalmente ai documenti richiesti. Alla comunicazione sono state allegate anche la copia dell’istanza del 26 giugno e la relativa ricevuta di consegna tramite Pec.
La questione, dunque, non riguarda più soltanto una strada bisognosa di manutenzione. Il passaggio formale compiuto dal Comune porta il caso della SP596 anche sul terreno dei rapporti istituzionali tra Sant’Angelo e la Provincia. L’obiettivo dell’Amministrazione resta quello indicato fin dall’inizio: ottenere un quadro chiaro sulle condizioni di via Mazzini, sugli effetti dell’aumento del traffico pesante e sulle segnalazioni provenienti dai residenti.
Nel testo che ricostruisce la vicenda viene rimarcata proprio la preoccupazione per una situazione che unisce degrado della carreggiata, rumore, vibrazioni e possibili danni agli edifici, con il Comune deciso a ottenere risposte prima che i problemi denunciati possano aggravarsi.
Alla data della richiesta formale, il 24 agosto, la risposta attesa dalla Provincia non era ancora arrivata. Ora il passaggio al potere sostitutivo punta a sbloccare il procedimento e a mettere nelle mani del Comune i documenti necessari per capire quale sia la reale portata del problema e quali interventi possano rendersi necessari sulla provinciale che attraversa il paese.