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ROBBIO - Un’attesa troppo grande per essere rispettata. 
Dopo l’uscita del programma, diramato la settimana scorsa, Robbio è sempre più impaziente di vedere la quarantesima edizione del palio dl’Urmòn, tanto da addobbarsi già per la festa anche se ad un mese di distanza. 
“Più che all’impazienza - rivela Alessio Crivellari, presidente del Comitato palio - è dovuto alla necessità. Già dai primi anni 2000, per motivi di sicurezza, non siamo più noi a mettere le varie decorazioni, ma degli operatori con il carrello elevatore e dobbiamo stare alla loro disponibilità. Sono infatti loro che hanno messo le varie bandierine del quarantesimo nelle varie vie del paese, e continueranno a metterle anche nei prossimi giorni. Le decorazioni dei rioni invece, come ogni anno, saranno gestiti dagli stessi”. 
Con altrettanta sincerità, Alessio Crivellari rivela già che non ci saranno addobbi particolari a celebrare l’anniversario tondo: “di idee ce n’erano, purtroppo però siamo arrivati un po’ lunghi nell’organizzazione ed abbiamo dovuto abbandonarle. Siamo comunque parecchio soddisfatti del risultato raggiunto, soprattutto dell’atmosfera magica che in questi giorni si sta già respirando. Quest’anno, un po’ come gli anni scorsi, si vedono in precisi punti del paese le prove dei giochi, tra ragazzi di rioni diversi iniziano le prime battute simpatiche e scaramucce, derivanti dall’agonismo e non certo dall’odio. Dopotutto - riconosce il presidente - il nostro è un palio che inizia sempre prima dell’effettivo, con tante prove i primi e gli ultimissimi di agosto, compensando il vuoto dei giorni intorno a Ferragosto. Ma non escludo che, con il passare dei giorni, si vedano facilmente gli animi dei contradaioli sempre più accesi, vogliosi di avere nell’albo d’oro il nome del proprio rione sotto il numero quaranta”.

Matteo Crippa