Parona, l’appello di una figlia: “Sono alla ricerca di foto di mio padre Battistino, il «dottor» Tino”
PARONA – Le manca tanto, suo padre. Talmente tanto che sta cercando di aggiungere ai propri ricordi anche quelli di chi lo ha conosciuto. Molti hanno notato nei giorni scorsi sui social l’appello di Silvia Maria Vizio, paronese.
“Mio padre – scrive – era il farmacista Battistino Vizio (nella foto), conosciuto da tanti come il «dottor Tino». A Vigevano ha lavorato molti anni alla farmacia Rossi in corso Milano, e per il resto della sua vita ha gestito la farmacia San Giovanni nell’omonima via. Era un uomo splendido, molto aperto ed estroverso, ed è stato un papà meraviglioso. Purtroppo se ne è andato all’improvviso nel 2007, mentre lavorava ancora. Qualcuno avrebbe dei ricordi da trasmettermi? Delle fotografie sarebbero il massimo, ma non oso sperare tanto. Nonostante siamo originari di Parona (lui, io e mia madre Enrica Rampi, insegnante all’Angelo Colombo), Vigevano è parte di noi: so che i miei genitori sono ricordati da molti”. Quindi, chi dovesse possedere per vari motivi fotografie nche ritraggano il signor Battistino Vizio, o più banalmente conservare ricordi che lo riguardano, può direttamente contattare la signora”. A settembre – prosegue la signora Vizio – saranno ormai 19 anni che mio padre mi ha lasciato, e 9 dalla perdita di mia madre. In questo periodo sono colpita da una grande nostalgia, più del solito. Sarà che anch’io sto diventando sempre più... grande. Oggi, il 29 luglio, compio gli anni, e mi ricordo quando festeggiavo con loro (sono figlia unica): niente di speciale, un regalo sempre bellissimo, una torta ma soprattutto tantissimo amore. Mio padre, in particolare, era un uomo meraviglioso: bello, simpaticissimo, spiritoso, affettuoso e gentile con tutti. Adorava gli animali, ha aiutato tante persone, anche senza dirlo in giro. Era membro della Pro loco di Parona e della Caritas. Era impegnato in parrocchia e cantava benissimo. Era balbuziente, ma si prendeva in giro da solo, anche se probabilmente intimamente ne soffriva. Negli anni in cui a Parona non c’era ancora la farmacia, era lui a portare a casa le medicine per chi glielo chiedesse. Se ne è andato all’improvviso, aveva 74 anni e non aveva ancora smesso di andare in farmacia: era la sua vita. È stato il padre (anzi, il papà) che tutti vorrebbero avere. Mi manca talmente tanto che cerco di aggiungere ai miei ricordi quelli delle altre persone che lo hanno conosciuto. Per questo avevo chiesto aiuto anche su Facebook. Avevo fatto una cosa simile anche per mia madre, tempo fa: era una maestra stupenda. Anche di lei mi erano arrivati degli scritti di chi l’aveva conosciuta. Ma il rapporto mio con mio padre era ancora più stretto, e da tempo penso che vorrei ricordarlo in qualche modo. Lui ha lasciato una grande traccia con la sua vita, e mi piacerebbe che rimanesse qualcosa di concreto a nome suo. Non so bene nemmeno io cosa vorrei, era una persona umile e gentile. Forse un albero, che doni ombra e protezione, con un angolo dove godersi la tranquillità. Credo che chi ha seminato tanto bene non vada dimenticato”.
Davide Maniaci