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CILAVEGNA – Aumento dell’1,5 per cento (circa) per quest’anno e di un ulteriore 0,28 per cento nel 2027. Si alza leggermente la Tari, la tassa rifiuti, che deve tener conto dell’inflazione e del carovita. Le tariffe e il piano finanziario sono state approvate nel consiglio comunale di ieri sera, martedì. Il sindaco Manuel Maggio (nella foto) lo assicura: “poteva andare peggio”. 
“Ritengo opportuno sottolineare – dichiara – il lavoro svolto dall’amministrazione per contenere l’impatto economico della Tari sui cittadini. Nel maggio 2024 è stato deliberato un significativo incremento del canone del servizio, conseguente al riconoscimento degli adeguamenti Istat maturati negli anni precedenti. Si tratta di un adeguamento contrattualmente dovuto, che non discendeva da una scelta politica dell’amministrazione allora in carica, ma dall’applicazione delle previsioni contrattuali. Questo aumento, sommato al generale aumento dei costi e dei servizi avvenuto in ogni settore negli ultimi anni, rischiava di pesare in maniera significativa sul servizio e soprattutto sui cittadini. Era quindi evidente che, senza un intervento sull’organizzazione del servizio, tale incremento dei costi si sarebbe inevitabilmente tradotto in un aumento ben più consistente della tariffa a carico degli utenti”. 
Per questo motivo, come chiarito dal sindaco, è stata introdotta la raccolta quindicinale del rifiuto indifferenziato: una scelta che ha consentito di intervenire sia sulla riduzione della produzione del secco residuo, sia sul contenimento dei costi del servizio e, conseguentemente, dell’aumento della Tari.
Entrando nel merito dei dati, il piano economico-finanziario 2026 ammonta a 712.841,43 euro con un incremento di 10.606,43 euro rispetto all’anno precedente. Tale aumento è riconducibile quasi esclusivamente agli adeguamenti contrattuali previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro di settore. 
“Il risparmio derivante dall’introduzione della raccolta quindicinale, pari a circa 19mila euro annui – prosegue Manuel Maggio – e operativo dall’aprile 2025, unitamente ad altri interventi di efficientamento, tra cui il risparmio di circa duemila annui ottenuto grazie alla distribuzione dei sacchi effettuata direttamente dagli amministratori e dai volontari, ha consentito di assorbire gran parte degli incrementi di costo. Di conseguenza, l’aumento della Tari per il 2026 potrà essere contenuto a circa l’1,5 per cento, mentre per il 2027 è previsto un ulteriore incremento di circa lo 0,28 per cento, con un Pef pari a 714.380,50 euro. Se confrontiamo questi dati con gli aumenti registrati in numerosi Comuni del territorio, riteniamo che il risultato ottenuto sia particolarmente significativo. È il frutto di scelte organizzative che hanno permesso di coniugare sostenibilità economica del servizio e tutela dei cittadini, i quali hanno dimostrato senso di responsabilità e collaborazione nell’accogliere le modifiche introdotte al sistema di raccolta. Senza interventi, l’aumento sarebbe stato sensibilmente più alto. L’amministrazione continuerà a perseguire l’obiettivo di migliorare la qualità del servizio, incrementare la raccolta differenziata, ridurre la produzione dei rifiuti indifferenziati e contenere, per quanto possibile, l’impatto economico sulle famiglie e sulle attività produttive, compatibilmente con i vincoli imposti dalla normativa e dall’andamento dei costi del servizio”.

Davide Maniaci