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ROBBIO – Si chiamano Andrea Pozzato, Camilla Boido e Maria Larisa Anchidin. Sono le tre persone vincitrici dell’edizione numero nove delle borse di studio dedicate a Fabio Gnani, l’ingegnere annegato nel Sesia nel 2014. Mettono a disposizione la cifra di 1500 euro a testa i suoi genitori, i signori Virginio Gnani e Carla Schiboni. La consegna avverrà sabato 5 settembre alle 10 e 15 nella sala consiliare, a margine della festa del paese e del palio dl’Urmon. 
Una curiosità: tutti e tre gli studenti erano già nell’elenco dei vincitori dello scorso anno. 
Oltre ai genitori dello sfortunato ingegnere, la commissione giudicatrice annoverava tre membri della giunta comunale (Stefania Cesa, Laura Rognone e Corrado Nosotti), i docenti Daniele Casè e Marco Ferrara, l’esperto di materie giuridico-economiche Emanuele Pianca e due amici di Fabio, Emiliano Bertolone e Marco Cozza. 
Le borse di studio erano cinque al massimo, ma le candidature idonee sono state meno. Il 12 agosto 2014 Fabio Gnani, 33 anni, si era tuffato nel Sesia, venendo poi portato via dalla corrente sotto gli occhi della fidanzata. Inutili i tentativi di salvarlo da parte degli altri bagnanti e dei soccorritori. 
“Fabio, dopo il diploma conseguito all’istituto tecnico “Faccio” di Vercelli – aggiungono i genitori – si laureò in Ingegneria meccanica al Politecnico di Torino, dopo anni di studi, impegno, rinunce e sacrifici. Nostro figlio, che ha sempre riconosciuto l’importanza dello studio secondario e universitario, negli anni della sua giovinezza conobbe amici e coetanei molto brillanti, che si diplomarono con voti egregi alle scuole superiori, ma che per problemi economici non poterono iscriversi all’università e furono costretti a cercare subito impiego. Fabio sapeva di essere fortunato di essere nato in una famiglia con disponibilità economiche tali da garantirgli una preparazione universitaria, ma era altresì conscio che non tutti avessero avuto tale possibilità. Per tali motivi e per tenere sempre vivo il ricordo del nostro unico figlio Fabio, istituiamo borse di studio ad egli intitolate, da consegnarsi annualmente nella sala del consiglio comunale, alla presenza del sindaco e dei rappresentanti delle associazioni attive sul territorio comunale. Tali premi sono da noi direttamente finanziati con i soldi che nostro figlio aveva messo da parte per il suo futuro, che vogliamo destinare ai ragazzi robbiesi meritevoli e bisognosi che intendono frequentare corsi universitari. Tutto andrà avanti fino a quando sarà nostra possibilità”.

Davide Maniaci