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In Lomellina le risaie stanno boccheggiando e nemmeno i temporali delle ultime ore hanno potuto invertire la drammatica tendenza. 
Più di un risicoltore ha già deciso di dismettere parte dei raccolti secondari, come mais e soia, concentrando le scarse disponibilità d’acqua per irrigare solamente il riso. 
E nemmeno così è detto che il raccolto autunnale si salverà nella sua completezza. 
La situazione è confermata dalla periodica analisi di dettaglio delle riserve idriche in ambito agricolo firmata dal sartiranese Alberto Lasagna, direttore di Confagricoltura Pavia. 
La scala d’allarme della riserva irrigua, suo marchio di fabbrica da alcuni anni, fa registrare un indicatore complessivo pari a 14 su un massimo di 15. La grande siccità del 2022 è dunque dietro l’angolo e, secondo alcuni, sarà ben presto sorpassata. 
“Questa dodicesima analisi della scala d’allarme da inizio anno – commenta Alberto Lasagna – vede un andamento in ulteriore e preoccupante peggioramento: lo stato degli accumuli nevosi è compromesso e questo porta a un indicatore «5». Inoltre, il lago Maggiore è prossimo all’esaurimento delle riserve e ciò porta a ritenere coerente un indicatore «5». Con riferimento alla falda, poi, si ritiene coerente un fattore a «4» su «5» in considerazione del rallentamento della crescita dovuto alla difficoltà nella gestione del servizio irriguo”. 
Soltanto eventi di pioggia diffusi e costanti potranno migliorare la situazione, ma al momento sono all’orizzonte solamente temporali di forte intensità, che anziché benefici duraturi, sono capaci di provocare ulteriori danni alle campagne già colpite. 
“L’Autorità di bacino per il Po – prosegue Alberto Lasagna – segna che l’insieme delle derivazioni dal Po e dalla Dora Baltea al 9 luglio scorso presentava una riduzione del 39 per cento: dato che peggiora in modo consistente verso il terminale della rete derivata, soprattutto sulla sponda sinistra del Sesia, quindi in Lomellina, dove l’attività irrigua sta procedendo con notevole difficoltà e i primi danni sono già preoccupanti. A seguire, stanno arrivando le prime criticità nel basso Pavese: le derivazioni dal Ticino, in pari data, vedevano una riduzione del 20 per cento, in fase di evoluzione verso il 40 per cento già in queste ore”. 
Il direttore di Confagricoltura Pavia entra poi nel merito del lavoro del consorzio irriguo Est Sesia, competente per i territori del Novarese e della Lomellina. 
“Come emerso nel recente incontro organizzato a Mortara da Confagricoltura Pavia – prosegue Alberto Lasagna – Est Sesia sta operando in modo sperimentale con pratiche di turnazione che, vista la loro natura eccezionale, possono determinare inevitabili e potenziali criticità anche per un limite infrastrutturale del sistema irriguo che, nei secoli, non ha mai visto un uso alternato. Spesso la turnazione risulta l’unica modalità per avere corpi idrici sufficientemente strutturati, pur se molto limitati nel tempo, per irrigare in modo esteso almeno una parte delle superfici aziendali. Le turnazioni nei corpi idrici, con ogni probabilità, potrebbero avere impatti diretti e molto rapidi sull’andamento della falda freatica. Per esempio, a Sartirana si è riscontrata l’interruzione della ricarica in concomitanza con l’effettuazione del turno irriguo nella fase di quasi assoluta riduzione della portata: in ogni caso, la falda freatica ha avviato la fase di restituzione al Po delle portate transitanti nel sistema irriguo. Oggi la restituzione a monte di Pieve del Cairo è di circa trenta metri cubi al secondo, che aumentano in modo lineare fino alla confluenza del Ticino nel Po”.

Umberto De Agostino