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“La risicoltura non è soltanto parte della nostra storia: è un elemento essenziale per il futuro di tutta la Pianura padana, se vogliamo che il Po resti il grande fiume raccontato da Guareschi, Bacchelli e Brera». Per Alberto Lasagna, direttore di Confagricoltura Pavia, va salvato il riso per salvare l’acqua, va distribuita acqua per salvare il riso. In Lomellina il tema dell’acqua non riguarda più soltanto la stagione irrigua, ma l’intero equilibrio produttivo e ambientale di un territorio, in cui il riso continua a svolgere una funzione decisiva. Non va dimenticato che Lomellina e Pavese sono le prime zone per superfici a risaia in Italia e in Europa grazie agli 80mila ettari di media annua. “Non si tratta – osserva – solo delle temperature alte e anomale che ormai registriamo con continuità già a maggio: cambia soprattutto il modo in cui piove e, ancora prima, il modo in cui nevica”. A pesare sono la diversa dinamica di scioglimento della neve, i torrenti alpini sempre più simili ai corsi d’acqua appenninici, con brevi piene seguite da lunghe magre, e la produzione idroelettrica, condizionata anche dalle sovrapproduzioni da fotovoltaico ed eolico, con effetti sulla regolarità delle portate che si riflettono soprattutto sull’ambito agricolo. In questo momento di forte criticità irrigua servono la massima condivisione delle informazioni, modelli di gestione condivisi e, pur nell’autorevolezza della gestione, la piena condivisione delle scelte. “La situazione impone un’azione coordinata tra istituzioni, consorzi irrigui e imprese agricole – conclude Lasagna – La coltivazione dell’acqua durante tutto l’anno deve diventare una scelta su cui concentrare l’attenzione”. Il punto centrale è la falda freatica, da considerare come un vero polmone d’acqua da alimentare anche nei mesi invernali, per avere disponibilità già a maggio e giugno. Senza questa capacità di accumulo, il rischio non riguarda solo la risicoltura, ma l’equilibrio idraulico della valle del Po. Difendere il riso in Lomellina significa difendere anche l’acqua, oltre al ruolo della risicoltura e della sommersione invernale nell’alimentare la falda che contribuisce a sostenere il Po.  

u.d.a.