Login / Abbonati

CILAVEGNA – C’era tutto il paese stretto attorno alla bara di legno chiaro, appoggiata sul pavimento della “sua” chiesa, proprio davanti al presbiterio. Questa mattina Cilavegna ha dato l’ultimo saluto a monsignor Mario Tarantola, per tutti “il Prevo”. La cerimonia funebre è stata presieduta dal vescovo di Vigevano monsignor Maurizio Gervasoni e ha visto la partecipazione dell’arcivescovo Vincenzo Di Mauro (vescovo emerito di Vigevano), del vicario generale della diocesi monsignor Angelo Croera e di moltissimi sacerdoti della diocesi, tra cui monsignor Paolo Rizzi della Segreteria di Stato vaticana.
“Voglio condividere con voi la speranza e la bellezza di questo momento di liturgia: ci permette di vedere il segno di speranza della nostra fede. – così dal pulpito monsignor Gervasoni – Non è sufficiente essere qui, occorre esserci con testa e cuore. Oggi vogliamo capire il senso profondo della vita che vince la morte, paragonabile all’ebbrezza della festa di nozze perché si costruisce un incontro. Don Mario ci ricorda come la morte diventa un momento di saggezza, di valutazione e che tutto azzera. Nell’incontro con il Signore risorto, c’è il senso vero della vita”.
E oggi Cilavegna ha incontrato per l’ultima volta il suo Prevo. C’erano i suoi giovani di oggi e quelli di ieri, ormai cresciuti e diventati uomini e donne. Attorno alla bara di monsignor Tarantola, nella sua chiesa parrocchiale, si è radunata quella che è una famiglia a tutti gli effetti. Una famiglia plasmata in 43 lunghi anni dal Prevo che nel testamento si è firmato “prete contento”.
Don Mario Tarantola si è spento lo scorso 5 agosto, aveva compiuto 84 anni lo scorso 23 luglio. Classe 1941, originario di Sannazzaro, venne ordinato sacerdote a 23 anni e iniziò la sua missione a Ferrera, dov’è stato curato. Nel 1967 il trasferimento a Cilavegna, sempre come curato, mentre nel 1974 è stato  nominato parroco della parrocchia dei Santi Pietro e Paolo. Incarico che ha mantenuto per 43 lunghi anni, fino al 2017, quando al suo posto fu nominato don Giampaolo Villaraggia. Da allora ha continuato a vivere a Cilavegna, in quella comunità che ha saputo guidare con amore e sacrificio plasmandola ad immagine di quel Vangelo che ha sempre annunciato con il suo esempio. Don Mario Tarantola è stato il sacerdote del sorriso, con la mano tesa. Accogliente. Nel 2019 papa Francesco lo ha nominato Cappellano di Sua Santità, con il titolo di Monsignore.
Al termine del funerale, la vita di don Mario Tarantola è stata ripercorsa da monsignor Luigi Cacciabue che ha sottolineato il suo forte legame con la comunità cristiana di Cilavegna. 
È stata poi la volta del sindaco Manuel Maggio, che ha letto il saluto “istituzionale” del Comune. “È stato un uomo che per il paese ha dato tutto. – queste le parole lette dal sindaco che ha ricordato anche l’importanza dell’oratorio nella pastorale di don Mario – Con la sua presenza e e la sua opera instancabile è stato più di una guida spirituale. Il Prevo rimarrà sempre nel cuore di ognuno di noi”.
Carico di affetto, stima ed emozione è stato l’intervento di Pier Angelo Ugazio. L’unico intervento che ha raccolto il lungo applauso della comunità radunata in chiesa e sul sagrato. “Il 5 agosto abbiamo perduto la colonna portante della nostra comunità. – ha esordito Ugazio – Dire cosa ha fatto come prevosto e dopo che ha lasciato la carica è impossibile. Ho avuto la grazia di camminare sempre al suo fianco dal 67 ad oggi. Lui c’era sempre, non ha mai fatto un giorno di ferie”. 
“Se ha abbandonato il paese, lo ha fatto per accompagnare i giovani in ritiro spirituale. – ho aggiunto Pier Angelo Ugazio – Appena arrivato in paese, ci ha svegliati dal letargo in cui eravamo caduti. Corsi biblici e teologici, ha voluto creare la gioventù studentesca e la gioventù lavoratrice, poi riunioni su riunioni dove si parlava di tutto. Davvero di tutto. Era un eccellente oratore, buon ascoltatore. Sapeva creare legami: ci insegnava a vivere, ci responsabilizzava, ci coinvolgeva. Lui formava le coscienze. E lo ha fatto fini a pochi giorni fa”. 
Nel corso del suo lungo e fecondo ministero, don Tarantola è stato non solo insigne parroco di Cilavegna per oltre quarant’anni, dove ha portato a compimento un esemplare e imponente progetto pastorale, ma ha ricoperto importanti incarichi a livello diocesano: dapprima difensore del vincolo del Tribunale ecclesiastico e poi Presidente dello stesso Tribunale e Vicario giudiziale. Ha gestito, con sapienza giuridica e competenza, le fasi istruttorie diocesane di due impegnativi processi di beatificazione, giunti a felice conclusione: quello del Beato Francesco Pianzola e del Beato Teresio Olivelli. Ma nel suo cuore, sopra a ogni cosa, c’era Cilavegna.
“Ha acquisito conoscenza profonda del tessuto sociale di Cilavegna. Si interessava di ogni cosa: parlava con tutti, riceveva centinaia di persone ogni settimana. Visitava famiglie e ammalati. – ha concluso Ugazio – Questo lo ha reso insostituibile per noi. Ha avuto rapporti meravigliosi con le autorità comunali indipendentemente dal loro colore, fino a ricevere la cittadinanza onoraria, cosa di cui era immensamente orgoglioso. È stato un padre affettuoso per tutta la comunità. È stato un grande prete vicino a tutti: generoso, preoccupato per le nostre anime e amministratore premuroso dei beni ricevuti in custodia. Lui chiedeva, la popolazione dava, poi si faceva. Non si è mai fermato per un solo giorno. La parrocchia è sempre stata viva: ci teneva che Cilavegna fosse all’avanguardia in diocesi. Don Mario è stato il primo a istituire il consiglio pastorale e quello degli affari economici, poi siamo stati i primi a pubblicare il bilancio della parrocchia sul bollettino parrocchiale. Tutto quello che ha fatto, lo ha fatto per amore... fino all’ultimo”. 
Al termine del funerale, don Mario è stato portato al cimitero di Cilavegna. Ancora una volta in mezzo alla sua gente.