Risicoltura in sommersione e biodiversità cullano il nido d’amore del cavaliere d’Italia
CASSOLNOVO – Coltivano riso in sommersione prestando attenzione alla nidificazione del cavaliere d’Italia, uccello acquatico dall’inconfondibile piumaggio bianco e nero.
Il progetto di tutela della specie protetta arriva dalle risaie di Cassolnovo, all’interno del «Parco naturale lombardo della Valle del Ticino», e potrà essere replicato in altre zone di risaia coltivata con la pratica della sommersione, cioè con piantine ricoperte d’acqua da aprile a settembre.
Protagonisti sono gli agricoltori cassolesi Cristina Ballone, Giovanni Locateli, Maurizio Spirolazzi e Pier Carlo Guallini, e i guardiaparco Massimo Balocco e Francesca Bocca.
Questi ultimi due avevano notato la presenza di un centinaio di nidi di cavaliere d’Italia, nome scientifico «Himantopus himantopus», uccello dal becco e dalle zampe lunghe e sottili che abita zone umide, ambienti paludosi e aree salmastre dove si nutre di insetti, crostacei e altri invertebrati. In primavera, dal mese di aprile, vive in ambienti acquatici dove costruisce nidi a terra che appaiono come piccoli cumuli di fango e residui vegetali.
“La scelta di questi uccelli – spiegano il presidente del «Parco» Ismaele Rognoni e il direttore Claudio De Paola – di deporre le uova in risaie allagate rispetto a siti naturali è legata alla presenza di acqua nelle risaie in primavera. Quest’anno l’estensione delle risaie allagate e il richiamo di questi uccelli avevano raggiunto proporzioni ragguardevoli tanto che i tecnici del «Parco», in collaborazione con l’ornitologo Fabio Casale, avevano deciso di monitorare l’evoluzione delle nidificazioni. Intanto gli agricoltori dovevano proseguire le pratiche di sommersione e ciò avrebbe messo a rischio i nidi prima e i pulcini subito dopo”.
Sono bastati una disponibilità di fondo e alcuni incontri in risaia fra tecnici del «Parco», guardiaparco e agricoltori per trovare soluzioni pratiche e condivise.
Gli agricoltori hanno messo in campo attenzioni particolari per non disturbare o danneggiare gli uccelli in cova e la crescita dei pulcini: movimenti dei trattori più lenti, traiettorie adeguate, brevi interruzioni delle operazioni di distribuzione dei prodotti fitosanitari, adeguamento di tempi e programmazione degli interventi.
In questo modo le risaie non hanno subìto effetti negativi e le nidificazioni sono state portate a termine con esito soddisfacente.
In una cerimonia alla frazione di Villareale, Ismaele Rognoni e Claudio De Paola hanno consegnato alle quattro aziende un riconoscimento di alto contenuto simbolico: un badile tipo «maglio di Seriate» e un forcone rampale, usati per la gestione dell’acqua in risaia.
“Voglio ringraziare i guardiaparco Massimo e Francesca – afferma Ismaele Rognoni – e gli agricoltori che hanno dimostrato una sensibilità non scontata né dovuta: hanno descritto come funziona una comunità coesa anche su temi che, pur sembrando distanti dal mondo dell’agricoltura, sono in realtà in perfetta simbiosi con la biodiversità”.
Matteo Crippa