Login / Abbonati

CILAVEGNA – Un accordo transattivo tra il Comune e l’ex vicesindaco. 
Si conclude così la vicenda giudiziaria che vedeva coinvolta Valeria Sacchetti (nella foto) e l’Amministrazione comunale. L’accordo è stato trovato tra i legali, rispettivamente della donna (Massimiliano Ferrari) e dell’ente, Paolo Re e Nicolò Adavastro. 
Valeria Sacchetti aveva già perso il ricorso al Tribunale amministrativo regionale, vedendosi costretta anche a pagare i 3000 euro di spese legali. 
Lei ora “rinuncerà a presentare ricorso in appello e a porre in essere qualsivoglia ulteriore iniziativa, giudiziale o stragiudiziale avverso o comunque correlata al riferito provvedimento sindacale di revoca delle deleghe a suo tempo conferitele”. 
In cambio, il Comune rinuncia a chiederle quei soldi come rimborso delle spese giudiziali. 
“Entrambe le parti – così si legge nell’accordo – non hanno niente da pretendere, più, l’una dall’altra”.
Manuel Maggio si è insediato nel giugno 2024. Valeria Sacchetti, la candidata più votata in assoluto in quella tornata (ben 115 preferenze) ricopriva il ruolo di vice. I rapporti si sono deteriorati subito e già a settembre Manuel Maggio le aveva revocato le deleghe. Valeria Sacchetti si era così accomodata tra i banchi dell’opposizione. Una separazione non indolore: il ricorso di Valeria Sacchetti al Tar impugnava il provvedimento considerato «illegittimo» e chiedeva un risarcimento di 67mila euro: le indennità di carica che le sarebbero spettate per tutta la durata del mandato. 
Per i legali di Valeria Sacchetti il sindaco avrebbe commesso una sorta di «eccesso di potere» nel prendere una decisione giudicata sbagliata e non congrua. 
Non è stato così per i giudici del Tribunale amministrativo regionale, che avevano respinto l’istanza.

Davide Maniaci