Dalla Svizzera in bicicletta lungo la Via Francigena: tappa lomellina per 42 all’Ospitale San Terenziano
NICORVO – Un gruppo di 42 ragazzi della Svizzera francese che sta percorrendo in bicicletta la Via Francigena, in direzione Roma, domenica ha fatto tappa all’Ospitale San Terenziano. La maggior parte di loro proviene dalla parrocchia di Martigny, cittadina di circa 23mila abitanti nella diocesi di Sion.
Con i ragazzi ci sono il parroco, don Simone, e il curato don Giuseppe, accolti a Nicorvo dal parroco don Riccardo Campari e dal sindaco Michele Ratti. Le ragazze sono state alloggiate nell’ostello, mentre i ragazzi sono stati accolti nel salone dell’oratorio. Perfettamente attrezzati per i pasti, hanno cenato tutti insieme nel cortile dell’ostello.
Tra di loro alcune ex Guardie svizzere, tra cui proprio don Simone che ha avuto la vocazione mentre era in Vaticano. Loro hanno già percorso la Via Francigena a piedi perché è un precetto che le Guardie svizzere devono rispettare.
Dopo cena, l’adorazione nella chiesa di San Terenziano è stata particolarmente toccante: organo, chitarra e percussioni hanno accompagnato i bellissimi canti. “In chiesa non volava una mosca – riassume Maria Grazia Boverio, una dei volontari dell’ospitale – I ragazzi si sono prostrati a turno davanti al Santissimo, con una profondità quasi ascetica. L’ultimo canto è stato dedicato alla Madonna davanti alla grotta di Lourdes: tutti stupiti di vedere una grotta così grande in una chiesa e di vera roccia. Martigny ha una sola chiesa e tutti si sono stupiti del fatto che Nicorvo, nemmeno 300 abitanti, ne ha due, di cui una chiesa del Giubileo”. Lunedì sveglia alle cinque, riordino dell’ostello e sanificazione dei bagni. Alle cinque e mezza colazione, alle sei recita delle lodi mattutine cantate sempre nella chiesa di San Terenziano, benedizione e partenza verso la tappa successiva di Piacenza, accompagnati dall’Ave Maria suonata dalle campane.
“Tanto ci sarebbe ancora da dire, - conclude Maria Grazia Boverio - ma il dettaglio più percepito è la gioia che accompagna il cammino di questa bellissima gioventù e che certifica che c’è davvero speranza”.
Umberto De Agostino