«Pronto, sono papa Francesco» «E io sono papa Giovanni!» Quando Alessandro Lodigiani si trovò al telefono con il papa
CILAVEGNA – “Pronto, sono papa Francesco”. “Sì, ed io sono papa Giovanni…”. La conversazione è avvenuta realmente il 22 settembre 2013. Da una parte della cornetta c’era davvero Jorge Mario Bergoglio. Dall’altra Alessandro Lodigiani, uomo di Cilavegna, animatore storico dell’oratorio e valente storico locale. Dopo più di 11 anni, ricorda con nostalgia la voce del Pontefice e spiega come mai era riuscito addirittura a parlarci insieme al telefono. Sembra davvero che sia ieri, vista la vividezza della testimonianza. “Il papa – racconta – era in visita in Sardegna e si era fermato in una comunità dove viveva anche una mia amica, che avevo aiutato durante un periodo difficile. Lei conosceva la mia “vena religiosa” e quindi, quando Francesco si è congedato, gli ha chiesto il favore di telefonarmi e passarmelo. Lui ha accettato”. Erano le 14 e 30. Lodigiani stava lavando i piatti. Squilla il telefono, vede il nome della ragazza, risponde. Sente la voce del papa. Non ci crede, tanto da rispondere con quella battuta. “Bergoglio – prosegue – dice all’amica: non si fida… Dopo alcune garanzie, ho realizzato e mi mancavano le parole”. Ha rotto il ghiaccio proprio il papa. “Vedi, tutti vogliono parlare con me ma poi quando succede non sanno mai cosa dire…”. “Francesco – continua Lodigiani – mi ha chiesto come stessi, mi ha benedetto, mi ha raccomandato di continuare col mio lavoro. Poi mi ha salutato. Ho realizzato piano piano di aver parlato col papa. Avevo visto lui, Benedetto XVI e Giovanni Paolo II in Vaticano ma da lontano, come tanti. Di certo non era tra le mie pretese scambiarci due chiacchiere”. E del resto sembra difficile pensare che i predecessori del “papa venuto dalla fine del mondo” avrebbero compiuto questo gesto così informale, disinvolto. “Alcuni giorni dopo – aggiunge il cilavegnese – mi aveva telefonato Lucia Rossi, direttrice didattica storica di Vigevano. Esordì così: “Lodigiani, non sono il papa, sono Rossi, ma ho una bella notizia. Abbiamo pensato a lei come docente di religione”. La mia carriera da insegnante prosegue tuttora, ora sono alle scuole medie. Chiariamoci: il papa non c’entra nulla, ma voglio pensare che quella chiamata sia stata di buon auspicio e, durante le mie lezioni, cerco di trasmettere le tematiche di giustizia sociale tanto care a lui ai miei studenti”.
Davide Maniaci