Zeme: lavori-bis al tetto del teatro dopo i danneggiamenti causati dai temporali estivi

ZEME – Il teatro-asilo è riaperto da poco più di un anno, ma parte de tetto e della copertura sono già da rifare. Lavori non previsti, quelli alla sala polifunzionale nuova di zecca di via Cavalier Robecchi, per i quali servono circa 28mila euro. Denaro arrivato da Regione Lombardia. In tutto erano 100mila euro: di questi la metà vanno per la nuova illuminazione pubblica, che sarà a Led. Quindicimila saranno per la sistemazione dei due parchi giochi, quello di vicolo delle Mondine presso la caserma dei carabinieri e quello dedicato a San Pio da Pietrelcina. Lavori imminenti. La proroga per la consegna dei cantieri finanziati coi soldi dal Pirellone, dal 31 ottobre a fine novembre, ha lasciato al sindaco Massimo Saronni il margine necessario per intervenire a dovere sul teatro-asilo, inaugurato nel 2019. Se ne parlava da almeno due mesi. Un temporale estivo ha danneggiato il tetto, quelli successivi hanno dato il colpo di grazia. Ma sembra probabile che qualche falla ci sia stata già durante i lavori. “Avrei da ridire – dice Saronni – non solo verso chi ha materialmente eseguito gli interventi, ma anche su chi non ha controllato. Di fatto il tetto “scivola”, attualmente non è pericoloso tanto che la sala polifunzionale è comunque agibile anche se inutilizzata. Ma non potevo aspettare un’ipotetica nevicata rischiando di trovarmi le tegole sull’asfalto”. Un altro problema del teatro, riscontrato da subito ed evidente durante gli eventi (l’assemblea di dicembre per illustrare alla gente l’uscita dal Clir ne è un esempio) è l’acustica. Ma a quest’ultima bisognerà pensarci eventualmente più in là. L’iter di lavori, durato un decennio e diviso in due lotti, è costato circa 400mila euro, molti dei quali contributi regionali. Proprio Saronni, specialmente nelle ultime fasi, era il più motivato. Ai tempi era vicesindaco del compianto Gianandrea Pagani. Durante il primo lotto, nel 2010, sono stati rifatti il tetto, l’intonaco e i serramenti. Nel secondo, iniziato nel 2015 e terminato a fine 2018, erano stati completati gli interni, coi bagni, i pavimenti e i camerini. La struttura doveva essere un vanto della “nuova” Zeme e lo è ancora, ma a poco più di un anno dall’inaugurazione (avvenuta a maggio 2019) bisogna ancora metterci mano. Sempre in previsione dell’inverno, altri contributi erano stati utilizzati per il riscaldamento della casa di riposo.

Davide Maniaci