Zeme: la strada per la stazione è ancora chiusa al traffico, ma il divieto non lo rispetta nessuno


ZEME – L’automobilista, da Mortara, deve andare a Candia. Salta l’incrocio di Castello d’Agogna con la 596, chiuso al traffico ancora per una settimana o poco più per via del cantiere della nuova rotatoria. Sarebbe stata la via più comoda. La deviazione più ovvia è da Zeme, sulla provinciale 120: esce dall’altra parte presso l’ex stazione. A sinistra poi si va a Cozzo tornando sulla strada maestra. L’autista sta per svoltare a destra ma vede il cartello: “strada interrotta”. Frena bruscamente, rischia di essere tamponato da quello dietro. Poi gira lo stesso. Perché tirare dritto? Ha visto un’altra auto che arriva dal lato opposto, già sulla 120, e un’altra che sta per girare. Strada chiusa, ma tutti passano: “a questo punto lo faccio anche io”. Non è la prima volta che accade nella zona: sul ponte tra Olevano e Zeme sulla 14 è successo per mesi e mesi, prima che qualcuno mettesse dei jersey di cemento armato. Ponte chiuso, pericolo di crolli. Come se niente fosse, traffico continuo (e non è mai crollato niente). La “colpa” del divieto e del cartello, che seguono un’ordinanza della Provincia, è del crollo del tetto di una cascina non lontano dalla ferrovia. Dopo l’ultimo temporale violento di questa primavera non era più possibile aspettare. C’è la paura che alcune tegole volino sulla strada e colpiscano persone e cose. Ma chi glielo dice agli automobilisti che non possono passare, se il pericolo è solo in 30 metri di strada, se alcuni vivono lì e se di fatto non c’è nessuna barriera? Per capire come il divieto per ora sia inutile basta mettersi lì e aspettare qualche minuto. Un’auto va e ne incrocia un’altra. A distanza se ne vedono altre due. Un traffico normalissimo. Intanto la Lomellina rurale cade a pezzi, con case diroccate di proprietari che si disinteressano di tutto e tutti, o come in questo caso, appartenenti a fondazioni in liquidazione. Vuol dire che nessuno probabilmente riparerà mai quel tetto. Nonostante l’edificio sia pericolante, le auto gli passano di fianco. In Italia o chiudi, o è inutile. Lì la 120 crea una strettoia ed è impossibile fare un senso unico alternato. Altrove sarebbe possibile, come presso la cascina all’ingresso della 120 in via Pallavicino, a Zeme, transennata da anni, anch’essa col tetto sfondato. La sensazione è quella della malinconia rassegnata. Appartiene a una fondazione in liquidazione, e il cartello “vendesi” non serve a niente. “L’ordinanza della Provincia – dice il sindaco di Zeme, Massimo Saronni – vieta il transito ma non ordina il blocco: ci sono abitazioni e fondi agricoli. Bisogna tenere conto che in caso di disgrazia, che nessuno si augura, tutto sarebbe a rischio e pericolo degli utenti e lo sanno anche le assicurazioni. Come Comune aspettiamo le relazioni dei tecnici: poi emaneremo un’ordinanza verso la proprietà imponendo di sistemare. Il problema si trascina da tempo e oltre ai motivi di sicurezza è anche una bruttura nel centro del paese, inaccettabile”. Se, come probabile, nessuno intervenisse l’onere potrebbe spettare al Comune, che potrà poi rivalersi economicamente sulla proprietà del rudere. d.m.