Zeme: la più grande delle virtù incorona gli eroi (e le eroine) della pandemia

ZEME – “La gratitudine non è solo la più grande delle virtù, ma la madre di tutte le altre”. Con una frase dell’oratore latino Cicerone, impressa su ognuna delle 10 targhe, Zeme sceglie di omaggiare i suoi eroi. Per la prima volta il paese lancia le benemerenze civiche come segno tangibile di gratitudine a chi ha lasciato un segno in un anno di Covid. Come data simbolica l’amministrazione comunale ha voluto quella del 18 marzo, la Giornata della memoria per le vittime del Covid approvata dal Governo in estate. Per motivi di opportunità, però, la cerimonia è spostata a domenica 21 marzo. Si dividerà in due fasi. Domenica alle 15 presso il cimitero il sindaco Massimo Saronni scoprirà la lapide dedicata alle vittime. Zeme ha pagato un prezzo altissimo, con più di 20 morti per Coronavirus in un anno, su neanche mille abitanti, quasi tutti nella prima fase. L’ultima vittima, amatissima dalla comunità, è stata l’aiutante del parroco, Gianfranca Garda. Una cerimonia, per forza di cose, contingentata, col sindaco e il parroco, don Enea Cassinari, e pochissimi altri. L’ingresso è libero, ma nel paradosso della zona rossa il sindaco invita la gente… a non esserci. Motivi di sicurezza. “Alle 15 e 30 in municipio – prosegue il primo cittadino – consegnerò le benemerenze civiche, una ogni dieci minuti in modo che i premiati non si incontrino fra di loro. La targa in lamina d’argento vedrà la frase di Cicerone, seguita dal loro nome e dallo stemma del Comune di Zeme. Si tratta di persone o enti che non hanno esitato a mettersi a disposizione nei momenti di maggiore difficoltà”. I premiati sono don Enea, la dottoressa Maria Fiori (ex direttore sanitario della casa di riposo di Zeme, per i suoi meriti all’ospedale civile di Vigevano), la volontaria Ines Vago e Lorenzo Siviero. Lui, judoka a Mede e commerciante, ha fornito i guanti di protezione a tutti quando, a inizio pandemia, si faceva fatica a trovarle e ha sempre dato una mano nelle forniture dei materiali della Rsa. Poi ci sono le associazioni: la Pro loco, che ha dato una mano anche acquistando i dispositivi di protezione individuale. Il Leo club Biraga, preziosissimo nel consegnare aiuti alimentari a tante famiglie così come il gruppo Alpini di Mede Generale M.O. Franco Magnani di Renato Rota e il gruppo Parrocchia Sant’Alessandro Martire di Zeme. Infine la Sala operativa regionale del comitato di Pavia della Croce Rossa Italiana e tutto il personale della casa di riposo comunale. In totale dieci premi, anche se le persone coinvolte sono molte di più. Dieci targhe che rimarranno per sempre, così come la lapide, un simbolo dell’impegno civico e della lotta. “Pensavo a come gratificare tutta questa gente che si è messa a disposizione – conclude Saronni – già a luglio scorso, quando nel giardino dedicato a san Pio da Pietrelcina era stata celebrata una messa di suffragio per i deceduti Covid. Era un periodo nerissimo, dove è capitato che toccasse a me e al vigile, Francesco Di Paola, accogliere al cancello del cimitero le salme degli anziani soli”.

Davide Maniaci