Violento nubifragio in Lomellina: il centro di Mede finisce a mollo, disagi anche in altri paesi


MEDE – La Bassa era a mollo, come spesso succede quando il temporale è di inusitata violenza. Anche domenica Mede era una piscina, con l’acqua che è entrata in alcuni scantinati e al pianterreno di uffici e locali che danno direttamente sulla strada. A Mede sono dovuti intervenire i pompieri, chiamati più volte nelle vie Mentana, Bialetti, Vittorio Veneto e Marconi. Disagi anche a Lomello, Ferrera, Dorno, Frascarolo. Qui è mancata la luce per un paio d’ore per via di un danno alla centralina dell’Enel. A Ferrera è crollato il muro di cinta della scuola elementare. La “bomba d’acqua” del pomeriggio del 1° agosto ha lambito soltanto Vigevano, ma è stata distruttiva pochi chilometri più a sud. Alla pioggia fittissima si alternavano chicchi di grandine. Il vento sradicava alberi e rendeva difficile anche solo spostarsi. Le reti fognarie non hanno retto. Volontari della protezione civile, con pompe idrovore, cercavano in qualche modo di ridurre il livello dell’acqua. Scene già viste anche gli scorsi anni durante le tempeste estive. Sembra impossibile trovare una soluzione. Dovessero accadere ancora eventi atmosferici estremi (ed è molto probabile), la situazione rimarrà la medesima: tutto allagato. Interviene anche Giorgio Guardamagna, primo cittadino medese. “Il problema creato da questa perturbazione straordinaria – è il suo commento – ha interessato anche Mede. Mi ripeto per ricordare a chi ancora lo crede che la problematica non riguarda la manutenzione della rete idrica né della stessa fognatura. L’intensità della pioggia e la durata dell’evento ha causato l’impossibilità di ricevere la quantità d’acqua caduta. Un fenomeno che purtroppo si sta verificando da qualche anno e che è probabile ancora si verificherà. Ringrazio chi si è impegnato per aiutare nel bisogno: Protezione civile di Pieve del Cairo e Frascarolo, Vigili del Fuoco volontari di Mede, carabinieri, volontari civici, Polizia locale e amministratori”.