Via Roma cambia volto: entro fine anno sarà ideato il tratto piazza Trieste-piazza Silvabella

MORTARA - Altro che i soliti “tacconi”, ora Marco Vecchio pigia il piede sull’acceleratore per rimettere a nuovo via Roma. O almeno un breve tratto della centralissima strada. L’idea dell’assessore ai lavori pubblici è quella di riqualificare antro la fine dell’anno il tratto che va dalla salumeria Nicolino a piazza Silvabella. Circa 100 metri di strada che oggi si presentano costellati di buchi. L’idea non è nuova. Se ne era già parlato nel 2018. E come allora, anche oggi si ripresenta il “braccio di ferro” tra l’assessore e il sindaco su come dovrà essere rifatto quel piccolo tratto. Marco Vecchio (nella foto) immagina una lingua d’asfalto fatta con materiali nuovi e innovativi, con un sistema drenante e silenzioso. Il primo cittadino punta sulla bellezza e l’eleganza del porfido, nel segno della continuità con l’aspetto attuale. “Cercherò di convincere il sindaco – spiega l’assessore Marco Vecchio – per persuaderlo a sostituire il porfido con un asfalto drenante e di facile manutenzione. Se mi daranno retta il lavoro potrà essere fatto in modo più rapido e semplice, oltre che con una spesa più contenuta. Il porfido è bello, ma i tempi cambiano e i costi di manutenzione pure. Inoltre stiamo parlando di un tratto di strada molto breve, che non influisce sull’aspetto esteriore del centro cittadino”. Motivazioni che non persuadono minimamente Marco Facchinotti che ribadisce il suo “niet”. Intanto l’amministrazione ha già contattato gli operatori che gestiscono i sottoservizi in modo da sfruttare l’occasione per sistemare anche le reti (luce, gas, telefono e fognatura) installate sotto il porfido. “Il costo dell’operazione – conclude l’assessore ai lavori pubblici – si aggira attorno ai 100mila euro. Con l’asfalto ci sarebbe un risparmio sia nell’immediato che sui costi di manutenzione futuri”. Intanto proprio nel corso della settimana scorsa sono andati in scena i consueti lavori di manutenzioni realizzati a colpi di “tacconi”. Una badilata di catrame per coprire i buchi nel porfido.

Luca Degrandi